Linux Mint 21.3: le novità

Come ogni Natale, il team ci regala una versione .dispari della sua ultima release LTS cioè con supporto e aggiornamenti garantiti per 5 anni. Alcune problematiche che sono state risolte, hanno un po’ limitato le aspettative per Linux Mint 21.3 Virginia. Ma le novità ci sono. Vediamole.

Cosa c’è di nuovo in Linux Mint 21.3 Virginia

Per Linux Mint 21.3 c’erano tante nuove idee da parte ma si sono dovuti ridurre gli intenti per concentrarsi su altro, obiettivi a medio e lungo termine. Gli utenti di Linux Mint lo sanno fin dal post nel blog ufficiale in cui Clement Lefebvfre li annuncia insieme al rilascio natalizio di aggiornamento del sistema operativo. Parliamo di Linux Mint 21.3 Virginia, appena rilasciata, in versione definitiva, nelle consuete edizioni Cinnamon, MATE e Xfce.

ISO e secure-boot

C’era un problema legato alla firma per l’avvio di Ubuntu e derivate in ambienti EFI con secure-boot attivo.

Tale problema imponeva da tempo di tenere secure boot non attivo per installare correttamente Linux Mint.

Il team si è dedicato a rivedere da zero il modo in cui vengono prodotte e impacchettate le ISO che poi scarichiamo per usarle in Live ed installare un’edizione di Linux Mint.

Adesso il meccanismo è molto più ottimizzato e razionalizzato, riduce la dipendenza da Ubuntu e, secondo Clem, assottiglia le differenze tra come sono preparate le ISO per le edizioni su base Ubuntu e LMDE su base Debian di Linux Mint.

Guarda il video su YouTube

Linux Mint 21.3 è rilasciato con pieno supporto per SecureBoot ed è compatibile con una più ampia varietà di BIOS e EFI. Nei sistemi EFI risulta possibile inserire la chiave shim tra le fidate senza incontrare problemi in caso di installazione in dual boot con Windows.

Hypnotix

Hypnotix, l’applicazione sempre meno rudimentale e apprezzata dagli utenti di Linux Mint per la visione in chiaro in streaming di TV di tutto il mondo, è tra quelle che troviamo aggiornate. Adesso è possibile salvare canali preferiti e richiamarli da apposito menu. Il canale viene salvato come preferito indipendentemente dal o dai provider impostati.

Hypnotix Linux Mint: preferiti
Hypnotix in Linux Mint 21.3 (aggiunta a preferiti)
Hypnotix Linux Mint: gestione preferiti
Hypnotix: Accesso a preferiti

Di solito Hypnotix viene solo con FreeTV ma nel manuale ho suggerito anche un’altra ottima fonte da integrare in Hypnotix. Con Linux Mint 21.3 Hypnotix riceve anche la possibilità di creare propri canali per qualunque flusso in streaming anche senza una playlist o per i propri canali o singoli video preferiti su YouTube o altre piattaforme.

E ancora, Hypnotix adesso è compatibile con lo streaming di canali YouTube e ricorre ad uno specifico programma per farlo. Talvolta Google è molto rapida nell’aggiornare i propri meccanismi ed avere la più recente versione del relativo pacchetto può fare la differenza.

Visione di video YouTube in Hypnotix
Visione di video YouTube in Hypnotix

E così Hypnotix viene associato ad una propria versione interna di tale pacchetto. In caso di problemi si potrà selezionare di aggiornarlo senza creare conflitti con la medesima versione, più datata, del medesimo pacchetto nel sistema.

Cinnamon 6

Come detto, Nemo ed il desktop Cinnamon sfoggiano una versione 6 che introduce alcune interessanti novità.

Le action diventano spices

La più gustosa, secondo me, è una gestione migliorata delle actions di Nemo. Ne ho parlato in Nemo, il file manager di Linux Mint Cinnamon. Ne ho anche rilasciate alcune mie per il download. Si tratta di opzioni che possono essere inserite nel menu contestuale a seconda di tipi di file o cartelle su cui si intervenga.

Adesso le azioni di Nemo vengono ufficialmente inserite tra le Spices, le spezie di Cinnamon. Si tratta di desklet, applet, temi ed estensioni di Nemo, finora. E ne ho parlato in Personalizzare Linux Mint Cinnamon. Li ritengo entrambi imperdibili per un utente di Linux Mint.

Finora si potevano aggiungere nuove azioni solo creando o copiando file di testo, appositamente creati, in una apposita cartella nascosta nella propria home. Adesso le actions si meritano una finestra di gestione come applet, temi e desklet. Consultabili da una finestra integrata nel sistema oltre che dal sito web https://cinnamon-spices.linuxmint.com/.

Wayland

Un’altra novità introdotta con Cinnamon 6 è il supporto sperimentale a sessioni desktop Wayland con Cinnamon.

Supporto sperimentale sessioni Wayland in Linux Mint 21.3
Supporto sperimentale sessioni Wayland in Linux Mint 21.3

Il boss del progetto Mint ha pure detto che il team non si mette alcuna fretta per implementare Wayland in una soluzione che possa essere considerata almeno equivalente a quella X11. Non sarà di certo con Mint 22 nel 2024 ma forse con Mint 23 nel 2026.

Non so cosa ne pensi ma strategie a lungo termine sono la fissa di Linux Mint. La cautela è simile a quella Debian.

Altre migliorie

L’applicazione per lo scambio di file in rete locale Warpinator riceve la capacità di creare QR Code dei codici di gruppo per integrare rapidamente nel gruppo dispositivi dotati di fotocamera e Warpinator per Android.

Warpinator QR Code per il codice di gruppo
Warpinator QR Code per il codice di gruppo

Bulky, chiamato Rinominatore di file, adesso crea anteprime dei file e supporta il drag and drop per riordinare eventualmente i file prima di rinominarli.

Pix, l’app per l’organizzazione e l’editing di base delle fotografia, vede risolti alcuni problemi nella riproduzione di video.

Cinnamon 6.0 sfoggia anche molte soluzioni di bug e miglioramenti delle performance tra cui:
  • Il monitor usato per le notifiche è configurabile
  • I menu delle app possono essere modificati con pulsante destro > proprietà
  • Gestures: nuova azione per lo zoom desktop e nuove impostazioni di azioni
Nuove azioni e impostazioni Gestures in Linux Mint 21.3
Nuove azioni e impostazioni Gestures in Linux Mint 21.3

Linux Mint 21.3 è rilasciato ancora con il kernel a lungo supporto 5.15 e una base di pacchetti di Ubuntu 22.04. Linux Mint 21.3 riceverà aggiornamenti di sicurezza fino alla primavera del 2027.

Fino all’estate 2024 non lavorerà ad una nuova base e si concentrerà solo su questa e sul supporto residuo per Mint 21 e successivi rilasci minori, fino al 2025.

Scaricare ISO e preparare supporto USB di Linux Mint 21.3

L’ultima edizione raccomandata di Linux Mint si scarica dal sito ufficiale linuxmint.com. O meglio, usare un programma torrent come Transmission, Deluge o QbitTorrent. Altrimenti se usi già Filezilla o altro client ftp, ti sarà comodo esplorare l’ftp aperto ftp.fau.de con le ISO di qualunque distro in qualunque versione. Ricorda di scaricare anche le somme sha256 e verificare che il tuo file sia integro e che una successiva verifica restituisca lo stesso codice.

Gli utenti di Linux Mint (ma anche altre distro), cliccando con il pulsante destro del mouse su un file .ISO ottengono nel menu la voce Crea penna USB avviabile.

Strumento di verifica ISO di Linux Mint
Verifica ISO e creazione USB in Linux Mint

Selezionato il supporto di destinazione in due minuti hai un dispositivo di boot in grado di partire sia su sistemi bios c.d. legacy che su moderni UEFI. Anche Ubuntu integra un’utilità simile.

In ambiente Windows è sempre meglio ricorrere a Rufus e selezionare se l’ambiente di destinazione è quello legacy bios con MBR o EFI con GPT che è quello più adatto nella maggioranza dei casi.

Aggiornare a Linux Mint 21.3? Dipende

Vale la pena aggiornare a Mint 21.3? Dipende. Se usi ancora una versione di Linux Mint 20 puoi contare di arrivare fino a primavera 2025 senza essere costretto ad affrontare aggiornamenti. Se hai una edizione di Linux Mint 21 e tutto funziona, aggiornando avresti lo stato migliore delle cose di questa versione che sarà l’ultima delle 21. Ma non è indispensabile perché avrai comunque aggiornamenti di sicurezza fino al 2027 con qualunque versione 21. Se non hai mai provato Linux Mint, allora una edizione della 21.3 è la scelta più naturale e saggia. La Cinnamon in un computer con almeno 4 GB di RAM ed eventualmente la Xfce per un piccolo incremento di risparmio di risorse.

Per passare da una precedente versione di Linux Mint 21 a Linux Mint 21.3, c’è l’apposito strumento dentro Gestore Aggiornamenti che è rapido e indolore.

L'update di Gestore Aggiornamenti per passare a Linux Mint 21.3
Aggiornamento per il passaggio a Linux Mint 21.3
Aggiorna a Linux Mint 21.3
Aggiorna a Linux Mint 21.3

Non cambiano molte delle cose fondamentali tra Mint 21 e successivi rilasci minori. La base di kernel è la stessa e viene aggiornata e migliorata anche se come congelata a lunga scadenza. Anche i programmi dei repository Ubuntu non dovrebbero variare affatto.

Ma prima di qualunque modifica crea uno snapshot con Timeshift. Richiede una partizione Linux come destinazione e non puoi salvare questa istantanea in un disco NTFS per Windows. Ma va bene anche la tua cartella Documenti se hai abbastanza spazio. Perché anche se il computer non dovesse riavviarsi, con una sessione Live da chiavetta di Linux Mint, Timeshift sarebbe comunque in grado di trovare l’istantanea e ripristinarla riparando l’avvio allo stato precedente l’aggiornamento.

Queste cautele mi servono a dirti: aggiornare da una versione 21 alla 21.3 non dovrebbe presentare alcun problema o spiacevoli novità. Ma i casi sono tanti. Fondamentale avere una copia del sistema attuale oltre ad aver salvato i propri dati personali. E anche utile sarebbe comunque scaricare la nuova ISO. Provarla in Live nel computer in cui usi una precedente versione di Linux Mint, verificare se funziona schermo, touchpad, connessioni, se la stampante è riconosciuta. E solo se tutto va bene segui la procedura di aggiornamento.

Conclusioni

In ogni caso con Linux Mint sei tranquillo per anni. Anche le versioni 20 ricevono ancora aggiornamenti per un anno e mezzo. Linux Mint 21.3 fino al 2027 e già si parla di Mint 22, la sua base LTS Ubuntu 24.04 e piani di supporto fino al 2029. Il futuro è chiaro ed è di lungo respiro.

Linux Mint resta una scelta sempre valida per chi non desidera sorprese dal PC con Linux, principiante o meno. Per l’intuitività dell’esperienza desktop dell’edizione Cinnamon ma anche di quelle MATE e Xfce, meno evolute ma che spremono meno il computer. Per il supporto nativo a driver proprietari e la riproduzione di file multimediali di ogni genere anche non open-source come DivX e MP3.

Una base Ubuntu LTS, una ricca e appassionata comunità di utenti ne riempiono il web di informazioni specifiche e soluzioni di problemi. Poi c’è il forum ufficiale di Linux Mint. Chi ci sa fare con le persone e descrive dettagliatamente sintomi e riporta informazioni di sistema, riesce a trovare sempre almeno un paio di link da qualcuno. E con l’inglese sei a posto.

Linux Mint va bene nel tuo computer non proprio giovane che con Windows arranca, va bene per il nonno, zii o genitori che trovano icone e menu dove se li aspettano se hanno già esperienza.

Al primo posto come missione c’è l’affidabilità a lungo termine con i suoi 5 anni per ogni versione maggiore e successive .1, .2 e .3. In alcuni momenti della sua vita si presta quindi a non essere adatta a computer con l’ultimo grido di tecnologie, specie se sono state diffuse dopo il sistema operativo di base. Ma anche per i PC più nuovi esiste una edizione EDGE di Linux Mint Cinnamon. È dotata nativamente, al momento del kernel 6.2, per l’avvio su sistemi che lo richiedano indispensabilmente per l’avvio.

Ma a chiusura del post di fine dicembre, Clem spiega che durante i test nella fase beta di Mint 21.3, sono stati riscontrati problemi con alcuni tipi di hardware, tra cui le più recenti schede grafiche AMD ma anche chip wireless e controller SSD usati nei portatili Acer. Il problema è superato con l’installazione del kernel 6.5. Ed è per questo che è in preparazione una nuova ISO dell’edizione EDGE di Linux Mint che sfoggerà un recentissimo kernel 6.5 come predefinito. Al fine di superare problemi di installazione con hardware non compatibile con il kernel 5.15 delle edizioni principali.

Anche se non hai problemi di hardware, potrai comunque installare con un clic il medesimo kernel 6.5, in tutte le edizioni di Mint 21.3. Senza ricorrere alla ISO Edge.

Quando la scelta ricade su Linux Mint ovviamente ci sono un blog ed un canale YouTube che ne hanno fatto un omaggio ad una distro molto popolare ed apprezzata. E per contenuti riorganizzati ed esclusivi non presenti altrove, anche i miei ebook, la cui vendita contribuisce a far crescere il progetto.

Tu sei utente di Linux Mint o stai pensando di metterlo alla prova? Oppure no. Perché? Raccontacelo nei commenti.

Diffondi la conoscenza!

23 commenti su “Linux Mint 21.3: le novità”

  1. Ciao Dario.

    Come al solito un ottimo articolo.

    Lo sto facendo conoscere a Utenti stranieri e Italiani, che si apprestano
    ad aggiornare o stanno aggiornando a Linux Mint 21.3.

    Ciao.

    Rispondi
    • Grazie infinite Gianluca! In effetti, almeno per i video, ultimamente YouTube mi segnala un incremento di fonti esterne che li raggiungono. Quindi il passaparola influisce! Ciao

      Rispondi
  2. Ciao Dario, mi aspettavo la tua recensione e infatti come ne abbiamo parlato nelle pagine precedenti Linux Mint non poteva più andare avanti con una sola versione. Ormai era nell’aria che molti utenti, come me, avevano problemi col nuovo hardware e questi problemi erano già quasi completamente risolti con la versione attuale di Linux Mint edge 21.2. Infatti i nuovi computer avevano problemi di compatibilità del controller della scheda wi-fi (motivo per cui ho abbandonato Mint per LMD6), con le porte USB-c, con le schede grafiche (tanto che il driver nouveau di default non funzionava e si attivava la modalità video provvisoria). Non si rimane con la schermata nera sul desktop però è fastidioso avere una bassissima risoluzione video. E’ anche vero che tutti i problemi con i driver video potevano essere bypassati installando i driver originali di NVidia-CUDA e tutto si risolveva. Certo che appare strano che LMD6, versione neanche tanto recente riconosceva la scheda wi-fi e Linux Mint no. Ora i possessori di Linux Mint potranno tirare il fiato visto che potranno installare Mint su qualsiasi computer sia vecchio che nuovo. Rimane sempre il problema che Mint è legato ad Ubuntu con un cordone ombelicale che spero si assottigli sempre di più. I problemi hardware video di default non sono stati risolti solo col cambio del kernel, perchè mi risulta che non sempre cambiando il Kernel risolvi il problema dei driver nouveau……..Semmai è stato aggiornato il sistema grafico MESA nella versione edge di Mint. Non ho ancora provato il nuovo edge perchè uscirà forse in seguito tuttavia di sicuro aggiornerò la mia versione di Mint sulla seconda SSD esterna che tengo come “muletto” di riserva. Intanto terrò ancora LMD6 anche se non ha la nuova versione di cinnamon 6 perchè funziona bene, certo un pò mi dispiace….ma avendo due SSD esterne con entrambe le versioni per me cambia poco. Ciao e buona giornata e continuazione

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    • Ciao Giovanni, dici bene sulla compatibilità hardware delle versioni di Mint, sui kernel nuovi e su MESA. Io sono indeciso ed ho Mint 21.3 con kernel 6.5 nel fisso e LMDE 6 nel portatile. Direi che LMDE con il kernel di default è più aggiornato di Mint “Ubuntu” e anche i pacchetti repo Debian 12 sono ovviamente più aggiornati rispetto alla base Ubuntu 22.04 di Debian 11. Prova ne è la disposnibilità di LibreOffice 7.4.7 tra tutte in LMDE rispetto alla 7.3 mantenuta da Canonical.
      In diversi conteremmo su una sempre minore dipendenza da Canonical di Mint e almeno sappiamo che il team ha le spalle larghe e avrebbe certamente futuro anche senza Ubuntu. A presto

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  3. Ciao Dario, sono Luca, articolo davvero interessante.
    Ho installato mint su un vecchio dell 3521 inspiron di mia moglie con schermo touch (un portatile del 2013 circa) per darlo a mia figlia per la scuola che ha 11 anni e fa la prima media.
    Mettendo 16 gb di ram ed un ssd con installato mint cinnamon il portatile è rinato, con win 10 era praticamente inutilizzabile.
    Ci crea le sue presentazioni da portare a scuola e riesce a studiare le cose che le danno, questo per dire che se non si hanno usi particolarmente intensi o specifici, molti dei computer che abbiamo in casa possono tranquillamente essere ancora usati.
    Aggiungo che, sempre su questo portatile, guardo quotidianamente dello streming video in maniera estremanente fluida e ci ascolto musica.
    Sempre su questo portatile, viste l’età, avevo provato anche mint xfce per usare meno risorse, ma alla fine la versione cinnamon (quella che ho a bordo ora), come consumo non si discosta molto.
    A pc acceso e senza applicazioni aperte, la xfce usa circa 1.1 gb di ram, la cinnamon 1.3 quindi non una differenza assurda considerando che la cinnamon è davvero completa di tutto e non serve praticamente nulla di più nella maggior parte dei casi.
    Di solito io aggiungo solo vlc e l’applicazione da riga di comando speedtest.
    L’altro ieri ho anche installato la 21.3 dalla 21.2 e tutto è filato liscio.
    Ecco, forse rispetto a pc più giovani ci ha messo un pò di tempo, ma se lo lasci lavorare e fai altro, dopo un paio di ore era tutto pronto all’uso, tieni presente che ho una accensione da freddo di circa 60 secondi, con sistema operativo acceso e funzionante.
    L’unica cosa che mi da ancora qualche piccolo problema è il modulo bluetooth che sembra funzionare ma non mi trova mai nessuna periferica quando faccio la ricerca, è sto usando il driver broadcom proprietario che mi viene proposto dal sistema operativo.
    In pratica con poche decine di euro ho dato vita fino almeno al 2027 ad un pc che sarebbe fimnito nel dimenticatoio con un valore pari a 0.
    Se volessi renderlo perfetto ci vorrebbe solo una batteria nuova, ma al momento regge quindi mi tengo ancora la sua.
    Mint da davvero una nuova vita a computer altrimenti finiti, windows non lo fa, se poi teniamo conto che 10 lo stanno portando a fine vita e di computer per 11 ne ho visti pochi (di vecchi) e stanno gia parlando di 12….insomma, questa rincorsa verso il nuovo porta a gettare macchine ancora efficienti che possono tranquillamente svolgere il loro lavoro in maniera egreggia almeno nell’80% dei casi.
    Non tutti siamo viedo maker oppure appassionati di fotografia che abbiamo la necessità di avere potenze molto alte per lavorare flussi di dati elevati, in tutti gli altri casi basterebbe davveo poco.
    Io consiglio davvero mint, a tutti direi, ma soprattutto ai giovani che non hanno refusi che vengono da windows, soprattutto ora che molte applicazione sono nel cloud e non è necessario sempre avere il programma sul proprio computer, ecco perché gli HD interni possono avere capienze relativamente piccole e per lo storage io uso HD esterni che collego alla bisogna, il tutto a vantaggio di un computer più snello e veloce…certo, serve una connessione internet, ma oggi con le varie funzioni hotspot e piani gb degli operatori molto grandi è una di quelle cose abbondantemente superate.
    Grazie mille per gli articoli che scrivi.

    Luca

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    • Pensa che delle tre macchine in cui ho installato Mint, la più vecchia di tutte, ovvero il mio portatile, ha la bellezza di quasi 15 anni! Al momento Mint 21 gira alla grande ed appena ho un momento aggiornerò sicuramente alla 21.3…

      Marco

      Rispondi
      • Multi core e 4 GB di RAM e un PC, meglio se con SSD, con Mint sembra nuovo! Linux non mira a venderti e cambiare hardware e infatti si nota in tutti gli ambienti desktop che l’evoluzione porta alleggerimento.

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    • Ciao Luca, grazie per il tuo commento. I tuoi consumi di RAM dei DE di Mint corrispondono a quelli dei miei test che documentai in precedente recensione di Mint 21. È davvero un bel modo di porre l’accento sui vantaggi di Linux quello di sottolineare che un PC di oltre 10 anni, funziona benissimo con un OS, non solo attualmente supportato, ma per i prossimi 5 anni. Ho acquistato e possiedo 3 o 4 chip BT dalla versione 4 alla 5, per il fisso, e, una volta collegati, appare istantaneamente l’icona applet. Non sono mai intervenuto nemmeno su portatili e non ho mai avuto suggerimenti dal gestore driver. Spero di abbassare quindi la media di difficoltà in tal senso 🙂
      Grazie tante a te per il tuo tempo e la tua fiducia, apprezzatissimi. Ciao

      Rispondi
    • Mettendo 16 gb di ram ed un ssd con installato mint cinnamon il portatile è rinato, con win 10 era praticamente inutilizzabile.

      …..forse con quella nuova cfg hw (ssd + 16 GB) anche win 10 sarebbe rinato…..

      Rispondi
  4. Ciao Dario.

    CI offri un ottimo riassunto delle caratteristiche della nuova edizione di Linux Mint, mi risparmi lo sforzo di testarla.

    Dato che chiedi a noi quali siano le ragioni per non provare, e di conseguenza non usare, Linux Mint, faccio qui sotto la lista dell’avvocato del diavolo con i motivi per cui è meglio Linux Mint non è così attraente.

    1. Ambienti desktop.

    Cinnamon. L’ambiente sviluppato in casa Mint è derivato da Gnome 3, di cui utilizza in parte le tecnologie. Come il progenitore è costruito in modo monolitico, ovvero non modulare, con conseguente difficoltà di manutenzione e miglioramento da parte del team di sviluppo, minuscolo in confronto a quello di Gnome: per questo motivo lo sviluppo rimane sempre indietro rispetto allo stato dell’arte dei desktop principali; come il progenitore risulta inoltre molto pesante sulle risorse e non sempre stabile; infatti i rallentamenti periodici di cui si lamentano alcuni utenti sono in realtà crash che vengono gestiti con un riavvio automatico della sessione. Nell’ambito modello desktop classico KDE Plasma è più leggero se non si eccede con gli effetti speciali, molto più configurabile e decisamente più aggiornato in termini di tecnologia. La scarsa per non dire nessuna adozione di Cinnamon come desktop environment principale da parte di altre distro ne conferma le limitazioni.

    Mate. Linux Mint presenta una buona implementazione di questo ambiente, ma ha perso da tempo il primato una volta suo, passato a Ubuntu Mate; dovrebbe essere un desktop leggero ma nella declinazione Mint è più pesante della media.

    Xfce. Ci sono tante distro che hanno lo stesso se non più elevato livello di rifinitura di questo ambiente leggero, solido ed estremamente personalizzabile. In più per essere Xfce l’impegno di risorse dell’implementazione Mint come nel caso di Mate, è piuttosto elevato rispetto alla media.

    Strumenti di amministrazione

    Alcune distro hanno preceduto Linux Mint nella realizzazione di interfacce grafiche per la gestione del sistema e molto altre lo hanno seguito. Non mi pare sia più un elemento di distinzione. Per fare un esempio, MX Linux offre molto di più da questo punto di vista e openSUSE offre amministrazione tramite GUI da molto prima.

    2. Strategia di sviluppo

    La scelta di porsi come alternativa a Ubuntu ma basare l’edizione principale su Ubuntu stessa è sempre stata quantomeno originale, se non fosse per l’offerta del desktop Cinnamon e per un certo periodo anche di Mate, non ben supportati dai flavor Ubuntu o altre derivate; tuttavia il blocco da parte del project leader di Linux Mint sull’utilizzo della tecnologia snap, ritenuta strategica da Canonical, fa sorgere ragionevoli dubbi sui futuri sviluppi dell’edizione basata su Ubuntu.

    3. Comunità
    La comunità è certamente molto amichevole e pronta ad aiutare i neofiti. Tuttavia c’è una certa tendenza a scoraggiare qualsiasi deviazione da ciò che è ritenuto standard con la scusa di proteggere gli utenti da potenziali, o presunte tali, instabilità. Mi sono trovato impegolato in discussioni accese con rispettati membri della comunità di Linux Mint sulla correttezza di suggerire la versione Edge, perché “sconsigliato da Clem” anche se si tratta di una iso ufficialmente rilasciata, piuttosto che a proposito dell’installazione di un altro kernel ufficiale Ubuntu “perchè non supportato da Linux Mint”, quando in realtà Linux Mint prende i kernel dalla LTS Ubuntu esattamente così come il team di Ubuntu li rilascia. Trovo che questo approccio sia autolimitante dal punto di vista intellettuale, ma soprattutto tende a nascondere uno dei pregi maggiori del sistema operativo del pinguino: la libertà di configurare il sistema a propria immagine e somiglianza.

    Fine della lista dell’avvocato del diavolo.

    Commenti. alla lista dell’avvocato del diavolo.

    a. Ambienti desktop: è possibile ottenere approssimativamente le stesse funzionalità e lo stesso aspetto a partire da qualsiasi desktop environment e qualsiasi distro con più o meno lavoro. Linux Mint garantisce certamente la miglior esperienza utente su Cinnamon fra tutta le distro che lo offrono.

    b. Strategia di sviluppo: fino al 2029, periodo di supporto della prossima versione 24 di Linux Mint basata sulla prossima Ubuntu 24.04 LTS non ci saranno problemi legati al blocco della tecnologia snap da parte di Clem. Per il futuro più lontano nelle previsioni più cupe di abbandono di Ubuntu come base perchè diventata un inisieme di snap, c’è sempre la versione di Linux Mint basata su Debian.

    c. Comunità: dato che ogni comunità è costituita da esseri umani imperfetti, non esiste la comunità perfetta; la protezione dei neofiti da se stessi è per certi versi apprezzabile. Tutti noi utenti della mia generazione abbiamo perso qualche notte di sonno per aver fatto alla nostra distro danni irreparabili, almeno per le conoscenze che avevamo in quel momento, o per qualche educativo RTFM ricevuto dai membri più esperti della comunità Linux che ci spingeva a passare le ore notturne a studiare la documentazione. Era frequente che qualcuno abbandonasse Linux dopo i primi tentativi, ora forse succede meno anche grazie all’atteggiamento protettivo di comunità come quella di Linux Mint.

    Personalmente non uso Linux Mint, il record di durata su una mio pc è stato di 2 mesi per LM 21, anche per merito della tua ottima presentazione. Solitamente se installo LM in prova dopo una settimana è già stata sostituita. Per un periodo abbastanza lungo ho consigliato LM alle persone che si avvicinano a Linux; oggi tuttavia consiglio MX Linux perché già predisposta ad un uso più avanzato, gli sviluppatori e la comunità sono più aperti agli esperimenti e perché offre ambienti desktop adattabili a più casi di utilizzo con le versioni 64 e 32 bit, l’ultraleggera Fluxbox, il peso medio Xfce e il completo KDE Plasma.

    Grazie dell’attenzione se hai persistito nella lettura del mio sproloquio fino a qui e ancora complimenti per il nuovo eccellente contenuto che hai realizzato.

    Gabriele

    Rispondi
    • Perdona il ritardo nella pubblicazione. Ho trovato il tuo messaggio nello spam. Succede solo con diversi link o con molto testo.
      Si, vedo e concordo sull’analisi da te effettuata sulle criticità dei DE e sul futuro di distro che si appoggiano su basi Ubuntu per farne alternative.
      Ho contatti diretti con il team dei fratelli Zorin e so per certo che ogni parte non blob viene rivista e ripulita dalle “porcherie”.
      Insomma io penso che, anche se spesso impercettibili e talvolta disorientanti per un nuovo utente, derivazioni di derivazioni possano migliorare qualcosa.
      Lefebvre ha detto che lo sviluppo sempre più “snap-centrico” è oggetto di attenzione e l’analisi della base di Noble Numbat sarà indispensabile per capire “se andare avanti su questa strada”.
      Ma non interpreto questa possibilità di deviazione di percorso come un motivo per sconsigliare Mint in attesa di chiarimenti o certezze sul futuro.
      Forse alcuni piccoli team dovranno/vorranno abbassarsi alle linee guida di Canonical e ingoiare. Ma non vedo un pericolo per il nuovo utente di Mint.
      La tua firma è per me certezza di trovare utilità in ogni singola frase e merita istintivamente un’attenzione ben al di sopra della media delle tante cose che leggo qui e nei commenti youTube.
      Quindi ti ringrazio ancora, come sempre, per la tua generosità e per il tuo tempo. A presto

      Rispondi
      • Ciao Dario.

        Vuoi farmi arrossire con i complimenti anche se non mi vedi: mi permetto solo di sottoporre alla tua attenzione qualche spunto da brontolone ormai nel giro Linux da tanto tempo.

        Pensavo di non aver premuto “Invia Commento” alla fine della fase di scrittura, mi sono ripetuto con un commento sintesi di questo di ieri nella mattina di oggi, porta pazienza per la duplicazione.

        Gabriele

        Rispondi
        • Nessun problema Gabriele. Per superficialità e/o inesperienza sono stato talvolta impreciso. Lo scrupolo che metto in questi scritti non riesco a distinguerlo da quello delle relazioni in ambito giudiziario. Quindi come non esserti grato per avermi permesso di comprenderlo e porre rimedio a vantaggio della precisione per gli altri!

          Rispondi
  5. Ciao Dario.

    Ci hai offerto un’ottima sintesi dell’evoluzione di LM base Ubuntu.

    Perchè non proverò la nuova edizione di LM? Lo hai già fatto tu in maniera eccellente.

    Più in generale, perchè non consiglio più Linux Mint ai neofiti?

    Cinnamon è sempre un po’ indietro rispetto ai pesi massimi concorrenti Gnome e KDE, anche se rimane il miglior Cinnamon disponibile fra le distro che lo offrono; Mate e Xfce, teoricamante leggeri, nella declinazione Mint sono piuttosto appesantiti ed altre distro offrono per entrambi un’esperienza migliore.

    La comunità, molto amichevole nei confronti dei neofiti, è molto, per i miei gusti troppo, protettiva ovvero scoraggia l’esplorazione del fantastico mondo Linux tutte le volte che ciò ha un mnimo rischio di complicazioni per l’utente.

    Infine, la strategia di sviluppo con l’edizione principale bassata su Ubuntu ma senza snap, tecnologia centrale dei prossimi sviluppi secondo Canonical, a lungo termine potrebbe risultare di difficile implementazione e richiedere il passaggio dell’edizione principale su Debian.

    Attualmente consiglio ai neofiti MX Linux: solida base Debian, tre desktop di peso diverso, versioni 32 e 64 bit per computer di tutte le fasce ed età, possibilità di systemd o init, strumenti grafici che consentono di fare praticamente tutto sia in fase di installazione che in fase successiva di personalizzazione e amministrazione, comunità amichevole e propensa all’esplorazione.

    Ancora complimenti per l’ottimo contenuto.

    Gabriele

    Rispondi
    • Ciao Gabriele, ci sta che i team che ne hanno la forza, dirottino i propri sforzi su una versione Debian. La mia fiducia nel team di Mint è però inattaccabile e resta la ragione principale delle mie attività legate a Linux 🙂 Xfce 4.18 non è molto più performante di Cinnamon ma ha ancora le sue ragioni.
      Anche io penso che MX sia alla portata di principianti, magari giovani e smaliziati a livello informatico. E la forza della sua comunità è fondamentale per la sua popolarità. Grazie a te per i sempre preziosi spunti di approfondimento.

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  6. Ciao Dario, volevo precisare alcune cose in merito al termine “principiante” del discorso che state facendo. Il “Principiante” per definizione non è sempre quello che non riesce ad installare Linux……perchè allora seguendo passo passo le istruzioni sono riuscito ad installare anche Arch, che non è da principianti!!!! Il problema semmai il principiante si differenzia dall’utente più evoluto di Linux per l’uso del terminale nel suo settaggio e nella sua manutenzione. Ma anche su Windows se è per quello c’è il terminale…….ma che viene utilizzato raramente. Linux MX è una distro anche, dico ANCHE, per principianti….non capisco la difficoltà per un principiante nell’utilizzare MX Linux perchè è completa, con funzioni avanzate tipo windows. Ed oltre ai pacchetti in comune con altre distro, come libreoffice, ha se non sbaglio, già i migliori programmi di masterizzazione “Brasero” e “K3b”, una gestione dei file iso, formattazione di USB Key….ed altre utility. Ed inoltre un più completo set di strumenti per la personalizzazione ed impostazioni. Premesso che sto guardando MX Linux con gli occhi di un principiante visto che in passato l’ho anche provata, ma non mi piaceva il DE. Tutto qui. Se pensate che in una normale distro devi installare i driver di NVidia+CUDA da linea di comando, sia che utilizzi il file in versione eseguibile “run” che utilizzando i repository PPA di Nvidia, mentre invece MX Linux addirittura ha la voce apposita per installarli, ditemi se non sbaglio, se non c’è quasi da pensare che sia più da principianti MX Linux piuttosto che debian cinnamon. E’ fuori discussione che MX Linux non sia una distro per principianti. E allora perchè i pricipianti si dirottano verso Linux Mint? O Debian cinnamon o LMDE? Mi sembra di averlo già spiegato con la mia personale, e dico personale, supposizione. Un principiante proveniente da Windows potrebbe sia scegliere MX Linux………ma anche dire: voglio una versione semplice, con l’interfaccia stile Windows 7 vintage dei tempi passati per dimenticare l’obbrobrio di Windows 11, in stile semplice e minimale per utilizzare solo le applicazioni. Perchè alla fin fine le migliori applicazioni di produttività le fai funzionare sia da Linux Mint, o LMDE, che da MX Linux o altra distro. Potrei anche dirvi che se MX Linux facesse un DE cinnamon passerei ad occhi chiusi a questa distro. La cosa che contraddistingue un principiante è proprio l’uso del terminale e che tra l’altro non è neanche completamente unificato nelle varie distro. Basta vedere quando si installa anche i soli driver NVidia sui siti specializzati ti indirizzano differenziando i comandi a seconda della distro utilizzata. Vi faccio anche un’altro esempio stupido: xn-view, un programmino carino per vedere le foto, sul mio Debian non funziona per nulla nella versione AppImage perchè l’hanno compattata con delle dipendenze che non sono valide su tutte le versioni di Linux. Se invece viene scaricata dal sito del programmatore che l’ha prodotta in formato originale anche “deb”, ebbene, questa applicazione funziona alla perfezione. E per questo motivo quando ho comprato la stampante Dell con i driver per Linux……..non mi hanno fornito i file in formato standard, ma il file sorgente con le istruzioni per compilarlo con l’avvertenza della Dell di averlo fornito proprio per garantire la massima compatibilità. E quindi il “principiante”, in quanto tale, purtroppo dovrà affrontare inevitabilmente tali problematiche. E quindi ribadisco che il termine “principiante” non è riferito sempre a colui che non sa installare Linux……

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    • Ciao Giovanni, osservazioni interessanti e anche assolutamente condivisibili. MX Linux rispetta a LMDE ha in più strumenti di amministrazione avanzata che non sono proprio alla portata di tutti ma possono essere adatti ad un nuovo utente Windows che sia già abbastanza smaliziato da aver affrontato da solo installazione, configurazioni e soluzioni di problemi. Non tutti gli utenti Windows smaliziati conoscono la potenza disponibile con la PowerShell, così come non è indispensabile conoscere ogni meccanismo o programma da riga di comando nella shell Linux per poterlo usare.

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    • Ciao Giovanni.

      Condivido in linea di massima il tuo punto di vista.

      Non capisco tuttavia la distinzione degli utenti in base all’ utilizzo o meno del terminale: al di là della necessità di imparare qualche comando da digitare invece che su quale icona o su quale menù puntare il mouse, non riesco a vedere come tipico dell’ utente avanzato l’uso terminale.

      Esempio: voglio sapere quali files ho nella cartella Documenti. GUI: aprire il menu, richiamare Nemo e selezionare / aprire la cartella Documenti. CLI: apro il terminale, cd Documenti, ls.
      Non mi pare che un metodo sia più complicato dell’altro, non mi sento di considerare “esperto” l’utente che usa il secondo metodo.

      Probabilmente non capisco perché quando ho cominciato io ad usare i computer c’era solo il terminale, le interfacce grafiche sono arrivate dopo.

      Gabriele

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      • Gabriele io penso che venga fuori la natura delle abitudini di sistemi commerciali. Pochi utenti Windows anche smaliziati conoscono la PowerShell, in Linux è assai più naturale prendere confidenza con alcuni programmi CLI per fare meglio e prima. Ma uno dei luoghi comuni che non avvicina utenti a Linux è proprio la convinzione che senza terminale non si possa andare da nessuna parte.

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        • Dario,

          é assolutamente vero ciò che affermi: il luogo comune “Linux può essere gestito solo da terminale” é diffusissimo. Immaginati le grasse risate che si fa’ ogni utente openSUSE che ha a disposizione da sempre un centro di amministrazione grafico, peraltro funzionante anche da TTY, quando sente queste cose.

          Nella mia risposta a Giovanni tuttavia esprimo un altro concetto, ovvero che il conoscere qualche comando CLI o peggio ancora digitarne qualcuno copiandolo non trasforma un principiante in un esperto.

          Questo é un altro mito diffusissimo: basta pensare al meme “I run Arch, btw” al cui fascino molti neofiti di Linux non riescono a sfuggire, vedi ad esempio i post sui canali di Linux Mint in cui (ex) utenti trovano il modo di informare la comunità che hanno installato Arch.

          Penso tuttavia che digitare qualche comando copiato dall’ eccellente Arch wiki nel terminale non renda esperti.

          É un po’ come convincersi di essere mastri mobilieri perché si è in grado di montare un mobile dell’ IKEA seguendo le istruzioni.

          Gabriele

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          • Senza dubbio Gabriele, capisco e anche io penso che superficialità e pigrizia possano fare danni. Con il tempo anche io scopro un certo campanilismo tra le comunità Linux. Alcuni hanno una visione “elitaria” per cui, chi non sa mettere in piedi una Gentoo, dovrebbe rimanere nelle gabbie dorate degli OS commerciali.
            Fortuna che non tutti i veterani la pensano così.

  7. Ciao Gabriele, nel mio ultimo commento pensavo di fare un intervento in merito alla distinzione che si fa spesso in merito se una distro sia adatta o no ai principianti. E chi è il principiante. Se parto dalla tua risposta, in merito a Nemo, per gestire i files, ti devo dire che non lo uso perchè ha una gestione dei file minimale. Mi sembra che su MX Linux si usi anche Midnight Commander e, per quel che mi ricordo, è incluso nella distro. Mentre su Mint e LMDE6 ho installato, dal gestore applicazioni “Double Commander” e “Krusader” che non gestiscono solo i files, ma permettono la comparazione di files e cartelle in modo completo ….e altre funzioni. E se eseguito in modalità root di amministratore permette la modifica e l’editazione di qualsiasi file di sistema in modo semplicissimo. E’ l’equivalente ad esempio di “Multi Commander” o “Altap Salamander” in Windows. La loro caratteristica è la gestione dei files a pannello doppio in stile Norton Commander dei decenni passati. Quindi è ovvio che evito il più possibile il terminale e utilizzo la via più semplice del modo grafico. Il problema è che molto spesso, e anche molti blogger e tutorial sulla rete, consigliano di conoscere non solo i fondamenti dell’uso del terminale poichè, a loro dire, permettono una gestione più completa della piattaforma Linux. Inoltre faccio notare che sempre dal normale gestore applicazioni di Mint e LMDE6 puoi installare le utility per lo scanner, “XSane”, l’utility per la pulizia del sistema “BleachBit” e “Stacer”, oppure le utility per la masterizzazione “K3b” o “Brasero”…………etc…….Andando al dunque, il discorso era: se MX Linux era una distro anche per principianti. Ma certo che lo è, visto che già sulla versione di Linux Mint molti installano le utility che in parte sono già presenti in MX Linux. Pensavo che fosse chiaro. In altre parole come è possibile installare e sostituire una qualsiasi DE su una distro, cosa che però non faccio mai, è possibile installare anche le utility che caratterizzano MX Linux su altre distro. Infatti molti utenti provenienti da Windows, per certi aspetti, trovano familiare l’ambiente e le utility di MX Linux. E forse per tale motivo ritengo che se su distrowatch, nelle prime posizioni, ci sono MX Linux e poco distanziato Linux Mint e poi successivamente altre come Debian o EndeavourOS………penso che giustifichi questo aspetto della Hit ranking. Semmai facevo riferimento al fatto che alcune volte è inevitabile l’uso del terminale, come avevo evidenziato, ad esempio per l’installazione, dei driver grafici e della stampante oppure in altre situazioni decisamente più complesse che non elencare dei files in una directory, o anche solo per spostarli o rinominarli. In windows come vedi i drivers sono dei semplici eseguibili. Se mi dici che quando hai iniziato tu ad usare il terminale c’era solo quello ……..probabilmente ti riferisci all’MS-DOS di cinquant’anni fa e quindi hai più familiarità per usare la CLI di Linux. Ma tieni presente che già 40 anni fa esisteva il gestore grafico dual panel della Norton, chiamato “Norton Commander” (anno 1986) che aveva lo scopo di velocizzare la manipolazione dei files evitando tutti i lenti comandi dell’MS-DOS. E Windows non era ancora nato. Quindi c’era già molti decenni addietro la volontà di ridurre il più possibile l’utilizzo del terminale. E quindi l’adozione, anche su Linux, di questi gestori grafici non sono una novità introdotta da Linux……….ma c’è sempre stata l’esigenza di velocizzare tutte le operazioni riducendo al minimo la CLI.

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    • Ciao Giovanni.

      Ho cominciato a usare i sistemi Unix nel 1981, quando il DOS é nato, ho visto e vissuto un bel tratto dell’evoluzione dei sistemi informatici: mi sento un privilegiato per questo.

      Non concordo con te sul fatto che l’interfaccia grafica sia sempre uno strumento più efficiente del terminale.

      Concordo pienamente sul fatto che MX Linux sia una ottima distribuzione per principianti, già predisposta per soddisfare anche esigenze in po’ più sofisticate.

      Aggiungo che mentre fino a poco fa suggerivo ai principianti Linux Mint ora suggerisco MX Linux. Non ripeto qui le motivazioni: sono già nei miei commenti precedenti.

      La distro che ho scelto più di dieci anni fa’ dopo una bella dose di hopping é openSUSE, di cui sono anche membro ufficiale da circa otto anni, non ho mai cambiato idea anche se di tanto in tanto testo altre distro.

      Bello scambio di opinioni, grazie Giovanni.

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