Distro-hopping in Linux. Cosa è, come fermarlo

Stop distro-hopping. Ma cos’è e come si manifesta? Continui a cambiare distribuzione Linux in cerca della migliore? Intrappolato in un perenne loop per mesi o anni? Magari vuoi esplorare tutte le opzioni ma con così tante distro sembra un compito impossibile. Ecco come trovare una distro perfetta per te, una da tenere installata per anni. Pur continuando a provare nuovi software.

Distro-hopping

Anche se è divertente installare e provare nuovi sistemi operativi, cimentarsi con una distribuzione ricca di funzioni che si adatti alle tue esigenze è molto meglio che girare perennemente senza fissa dimora. Tuffiamoci nel distro-hopping e vediamo come metterci fine trovando la distribuzione perfetta per te.

Cos’è il Distro-Hopping?

Il distro-hopping è un’attività che interessa una parte di utenti Linux, e li spinge a cambiare di frequente distribuzione Linux, per lo più allo scopo di trovare quella perfetta per le proprie esigenze.

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È differente dal desiderio e dalla sana curiosità di scoprire e testare nuovo software. Per l’aspetto di perenne insoddisfazione che la caratterizza. Il distro-hopping può infatti essere un hobby per quegli utenti che apprezzano provare differenti sistemi, testarne le caratteristiche, ed esplorare il mondo sterminato degli OS Linux.

La prima causa del distro-hopping è la quantità innumerevole di distro disponibili gratuitamente. Anche se sotto il cofano c’è sempre una versione differente del kernel Linux di Linus Torvalds, ogni distro è anche solo appena differente da qualsiasi altra in alcuni aspetti.

Ci sono distribuzioni Linux per sviluppatori, musicisti, grafici, orientate alla sicurezza, alla privacy, all’hacking etico, al recupero di dati, all’analisi ed estrazione forense o per riavviare sistemi operativi compromessi e non solo Linux.

Messa facile, le distro Linux sono un po’ come i cioccolatini di Forrest Gump! 🙂 Non puoi sapere quale sia il tuo preferito finché non li assaggi tutti!

Come fermare il distro-hopping

Il distro-hopping non è una malattia e non fa del male a nessuno. Ma ci vuole poco a ritrovarsi in una pratica ricorrente che ti risucchia e ti ruba tempo che potresti non passare al computer.

Qualcuno passa mesi o anche anni ad installare le ultime versioni di distro nel computer, alcune volte anche 5 o 6 in multi boot nello stesso PC, senza mai arrivare ad un punto di riferimento stabile.

Ed ecco l’importanza di trovare una distro ideale, cui ritornare fedelmente come a casa, in cerca dei suoi comfort e delle piacevoli abitudini.

Domandati perché continui a cambiare distro

Il primo consiglio che può aiutarti a sistemarti con una distro Linux è anzitutto riflettere sul perché salti da una all’altra. Forse vuoi un sistema stabile che non ti pianta in asso quando ti serve di più. O forse è più adatta a te una rolling release per seguire da vicinissimo le ultime novità di Linux.

Vanno bene anche ragioni che possono sembrare banali. Come quella di avere una distro che nessuno conosce, per risultare più sofisticato ed esigente con gli altri utenti Linux. Magari non apprezzi l’aspetto di una distro o semplicemente non ti piace il nome.

Ma non ti fissare su dettagli minimi su cui potresti invece accettare compromessi. Rifletti anche sui problemi più importanti che trovi nelle distro che provi e che non ti soddisfano. Magari riguardano il gestore di pacchetti, la complessità di configurazione, la mancanza di documentazione sufficiente o non tradotta, un forum della comunità non vitale e frequentato, ecc.

Farsi queste domande può aiutarti a restringere il campo di ricerca.

Diciamo che vuoi un desktop minimo. Puoi scegliere una distro che non preveda un ambiente desktop ma solo un gestore di finestre come quelle fornite con IceWM o Openbox. Allora Arch o una sua derivata potrebbero fare al caso tuo. Ma Arch non è per deboli di cuore e dovrai affrontare qualche sfida anche solo per l’installazione o la configurazione iniziale. Non certo ideale se sei un principiante. Allora meglio provare un approccio semplificato come quello di Endeavour OS, Garuda Linux e secondo molti anche Manjaro.

Ricorda di aver presente la differenza tra repository Arch e repository AUR per essere consapevole e scegliere se usare solo software ufficiale e testato, nel primo caso, o pubblico, degli utenti, senza però controllo diretto da chi garantisce la base Arch. Ne parlerò a proposito della mia recensione di Endeavour OS prossimamente.

Fai un elenco delle tue esigenze e preferenze

Creare una lista delle tue aspettative per un sistema operativo ideale ti aiuterà ad avvicinarti alla meta. Puoi anche elencare i problemi che hai incontrato con quelli già messi alla prova.

Ecco alcuni punti che potresti aggiungere alla lista delle tue preferenze:

  • Disponibilità di applicazioni dagli archivi ufficiali o integrativi
  • Difficoltà con il gestore pacchetti
  • Troppo tecnico per me, ho bisogno di qualcosa di semplice
  • L’ambiente desktop non mi soddisfa
  • Desidero un sistema minimo e scegliere singoli programmi che ci voglio
  • Voglio una distro che assomigli a Windows
  • Voglio una distro che non assomigli a Windows

Quando hai le idee chiare, il motore di ricerca avanzato di distrowatch.com ti consente di isolare in un attimo le distro ancora attive che rispondano o non rispondano a certi criteri. E puoi avvicinarti al traguardo anche procedendo per esclusione.

Scegli la famiglia della tua distro

Ci sono centinaia di distro differenti, ma le principali sono o derivano da Debian, Arch Linux, Red Hat Linux o Slackware. Salvi i casi delle distro indipendenti assemblate da zero intorno al kernel Linux. E non mancano elementi di assoluto rilievo.

Hai conferma di questo dando un’occhiata alla timeline delle distro Linux su Wikipedia. Questa divisione è giustificata dal fatto che ciascun ramo differisce dagli altri per alcune caratteristiche. Per citare le principali:

I gestori di pacchetti: Debian ricorre ad APT mentre Arch e Fedora usano pacman e DNF per la gestione dei pacchetti.

Modello di distribuzione: Arch Linux segue il modello rolling-release. Il che significa che riceverai aggiornamenti a qualunque programma non appena gli sviluppatori ne rilasciano.

D’altra parte Debian e derivate garantiscono supporto a lungo termine per le loro release stabili.

Verifica documentazione ufficiale, WiKi, comunità e forum

Un altro buon elemento su cui dedicare attenzione per la scelta di una distro e per fermare il distro-hopping è quello di selezionarla in base alla quantità, ricchezza e facilità di consultazione della documentazione ufficiale. E se per te l’inglese non è il massimo, se essa sia tradotta e quando aggiornata.

Debian ha una documentazione ufficiale tanto ricca, aggiornata e tradotta in italiano da non avere concorrenti. Consultabile online o scaricabile in sostanziosi e ricchissimi PDF.

Dal momento che è raccomandato scaricare un software dal sito ufficiale, ti sarà facile identificare nel sito una sezione Documentazione, Wiki, Knwoledge, Tutorial o simili.

Le distro che talvolta lasciano a desiderare sulla documentazione ufficiale, hanno spesso un Wiki. Una specie di enciclopedia in perenne sviluppo con il contributo non ufficiale ma della sua comunità di utenti. Arch ha un WiKi che è una miniera di informazioni per utenti Linux di distro anche differenti da quelle su base Arch.

Il prezioso Wiki di Arch Linux
Il prezioso Wiki di Arch Linux

Ubuntu, Linux Mint, MX Linux e PCLinuxOS, Linux Lite, per citare solo le prime 5 che mi vengono in mente, hanno un seguito di utenti e appassionati molto nutrito. Questo contribuisce a garantire maggiori possibilità di trovare assistenza e aiuto nei relativi forum. Perché la generosità di utenti soddisfatti nel risolvere problemi altrui non ha prezzo.

Trova l’ambiente desktop per te

Una volta compresa quale sia la distro da adottare stabilmente più adatta a te e non prima, è il momento di scegliere l’ambiente desktop. I più popolari sono KDE Plasma, GNOME, Xfce, Cinnamon, MATE, Lxde, LxQt.

In linea di principio e con dovute eccezioni, scegliere la distribuzione Linux in base all’ambiente desktop non ha molto senso. Qualunque ambiente desktop o quasi è disponibile nativamente con le distribuzioni Linux più affidabili. L’eccezione riguarda i casi ad esempio di Solus con il suo Budgie, Deepin con il suo DDE e Pantheon in elementary OS che sono il miglior modo per provare con esperienza soddisfacente un ambiente desktop nella distro per cui è stato previsto.

Ma anche se l’ambiente che ti è più familiare è una scelta importante, non deve essere questa ad orientare la selezione del sistema operativo.

Conclusioni

Riuscito a fare un po’ di ordine nel caos di idee da distro hopper? Hai trovato un luogo che consideri casa cui torni fedelmente dopo le esplorazioni di altri sistemi e software? Facci sapere tramite i commenti. In ogni caso ti auguro di provare presto la sensazione di casa in una distro, come succede a me ma anche tanti altri utenti Linux, ma anche di non perdere mai la curiosità di provare nuovo software.

Diffondi la conoscenza!

20 commenti su “Distro-hopping in Linux. Cosa è, come fermarlo”

  1. Ciao Dario.

    Ci fai iniziare il 2024 con un contenuto breve ma come sempre molto interessante.

    Ti propongo qualche ulteriore spunto di riflessione

    Un’ opzione sicuramente valida, anche se sono dichiaratamente di parte, per chi vuole una rolling é openSUSE Tumbleweed, l’unica vera alternativa ad Arch.

    Lasciami puntualizzare che Fedora non garantisce supporto a lungo termine.

    Mi permetto anche di sottolineare che Manjaro è da evitare: team maldestro, modello di rilascio dilazionato rispetto ad Arch senza una effettiva assicurazione qualità addizzionale, falso approccio amichevole per gli utenti alle prime armi. Si tratta di una mia opinione personale naturalmente, ma é una opinione informata.

    Infine, se scegli prima la distro e poi l’ambiente desktop potresti trovarti in difficoltà: per esempio se scelgo Linux Mint e poi voglio KDE Plasma, giusto per riferirmi alla tua precedente fatica mediatica, avrò una esperienza che potrebbe rivelarsi poco piacevole oppure, in modo simile, se scelgo Debian e poi Cinnamon non assaporerò certamente la più fresca e miglior cannella prodotta da Clem e compagni.

    Penso sia necessario prima scegliere il desktop environment e poi una distro che lo supporti adeguatamente con icroteri da te riportati per la scelta e non il contrario, altrimenti il distro hopping continuerà.

    Ti auguro un buon anno ricco di software e sistemi operativi liberi ed opensource.

    Gabriele

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    • Ciao Gabriele, buon anno e scusa il ritardo. Ti ringrazio per le indicazioni che mi hanno consentito di rimuovere l’indicazione di Fedora dalle LTS!
      Quanto al momento della scelta del DE, non avevo pensato a rovesciare la prospettiva e confesso che la tua idea è assolutamente ragionevole.
      Faccio una riflessione e vedo se riesco a trovare una diversa organizzazione. Ti ringrazio ancora tanto per il tuo tempo, per la preziosità della tua esperienza e ti auguro un buon inizio di anno. Dario

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      • Grazie a te Dario per la consueta pazienza nel tollerare i miei brontolii da barba grigia.

        Riesco sempre a fare qualche errore di ortografia che una volta inviato il commento, non sono capace di correggere, scusami per questo.

        Gabriele

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  2. Ciao Dario, a leggere il tuo articolo mi viene da sorridere e non capisco se vuoi mettere il dito nella piaga. Ti dico la mia opinione che ho sempre manifestato: ci sono troppe distro, copie di copie, alcune inutili, troppo dispersive, altre con bug……….e questo potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Dimentichi che molti utenti hanno il dual boot con windows. L’utente Windows non sceglie nulla, c’è solo win 11, e si concentra sulle applicazioni….ed usa l’applicazione per la produttività. L’importanza della piattaforma, una volta settata, conta poco. Windows non si presta alla “costumizzazione” linuxiana. Ma se andiamo su Linux, a causa delle molte distro, si innescano dei problemi. Il distro-hopping è potenzialmente positivo o negativo per l’utilizzo che l’utente fa. Nel mio caso è totalmente negativo poichè io sono abituato ad usare i programmi (Gimp per le foto, Scribus per aggiornare la mia rubrica telefonica, Libreoffice per scrivere una lettera…….etc….) e dò poca importanza alla piattaforma. A me interessa che Linux funzioni bene e sia stabile. Certamente per uno smanettone che vuole provare le novità e cambiare distro è una cosa positiva e, al contrario, si annoierebbe su Windows: vive solo per dare un “maquillage” alla piattaforma. E tra l’altro se da terminale non scrive una spataffiata di comandi che nell’epoca moderna tutto è incentrato sulla grafica non è contento. Diciamo che guarda il dito ma non la luna. Ormai tutte le distro usano i più importanti programmi e applicazioni ma lo smanettone ha l’interesse solo all’aspetto della distro, o che sia rolling o no, o che derivi da questo o da quella distro. E poi magari consigliandola ad altri….che poi la provano e rimangono delusi. Alla fine questi ultimi finiscono per dire a se stessi di soffrire un pò e diventare “distro-hopping” loro malgrado, sbattendoci la testa, ma quantomeno per scegliere quella che ritengono più confacente per loro senza stare a sentire più nessuno……anche se è snervante. Quindi il distro-hopping potrebbe essere allo stesso tempo stimolante o fastidioso dall’uso che se ne fa. Io sono del’idea di pensiero di Steve Jobs ai tempi quando diventò famoso col suo Apple: “il Computer deve essere una macchina semplice, bella e accattivante”………e lo diceva con una mentalità da Hippy degli anni 70′ ….uno che odiava le cose complicate. Ciao Dario e buona continuazione.

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    • Ciao Giovanni. Siamo proprio d’accordo. Come sai io dico che, una volta trovato il sistema che ti conforta, perché non concentrarsi sui programmi di utilizzo quotidiano? Forse solo per l’eccessiva disponibilità di tempo come dice un utente nel canale YouTube. Per alcuni la scoperta di software è fine a sé stessa, per altri serve a far padroneggiare meglio gli applicativi che si usano. Ciao e buon anno

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    • Steve Jobs ai tempi quando diventò famoso col suo Apple: “il Computer deve essere una macchina semplice, bella e accattivante”………e lo diceva con una mentalità da Hippy degli anni 70

      …. io dico che lo diceva da buon VENDITORE, che poi andasse vestito come un hippy, in quel periodo tutti lo facevano

      ….smitizziamo Steve jobs

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  3. A me piace provare le distro, per lavoro faccio altro e devo usare windows, ma sul mio vecchio pc raramente una distro rimane per troppi
    mesi

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  4. Ciao Giovanni.
    Le distro effettivamente diverse fra di loro sono poche e con un pochino di esperienza è possibile praticamente sempre arrivare allo stesso aspetto ed alle stesse funzionalità indipendentemente dalla distro di partenza scelta.

    Mi fanno sorridere gli utenti che provano ad esempio Lubuntu, Kubuntu, Linux Mint, Linux Lite e Pop_Os e poi sostengono di aver fatto distro hopping quando in realtà non si sono praticamente allontanati da Ubuntu.

    Condivido con te che alcuni utenti sostenitori entusiasti di una particolare distro riescano con i loro consigli a mettere in difficoltà i nuovi utenti.

    D’altra parte trovo poco utile anche la mentalità di alcune comunità legate a distro cosiddette per principianti i cui esponenti tendono a scoraggiare qualsiasi esperimento perché potenzialmente potrebbe forse creare qualche problema.

    Buon anno,

    Gabriele

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    • Ciao Gabriele, sono d’accordo con te!!! Tra l’altro in tutti i miei interventi ho sempre messo in evidenza che io scelgo per prima sempre il DE e poi la distro che la supporta. Dal punto di vista logico dovrebbe essere così a meno che un distro-hopper incallito provi le distro col gusto anche di cambiare DE. E come vedi ci sono. Personalmente sono sempre stato attratto dalla semplità di Cinnamon….semmai al massimo KDE (ma solo come seconda scelta). Io utilizzo LMDE6 con l’ultima versione del Kernel ed il pacchetto completo Nvidia+CUDA scaricato direttamente da NVidia. Mi sono stancato di avere problemi con i driver video mancanti di alcune opzioni perchè il driver era Open Source. Devo dire che ho due SSD esterne: una con LMDE6 ed una con Linux Mint Hedge connesse alla veloce usb-c. Ora è stata rilasciata la versione 21.3 di Linux Mint……..Ma aggionerò solo la versione Hedge che sul mio intel I9 24 core 13ma gen 32GB RAM funzionava bene già di suo con la vecchia versione…Ma in qualsiasi caso il mio riferimento e utilizzo è LMDE6. In effetti il team di sviluppo si è accorto dei problemi inerenti ai nuovi computer ed alle nuove schede grafiche che davano problemi e che non erano ben supportate. Quindi di fatto ci saranno due versioni di Mint: una per computer vecchi ed una col Kernel più aggiornato per computer più recenti e performanti. Ed è cambiato anche la versione dei driver nouveau di default sulla distro. Sinceramente non vedo altre distro su cui transitare, però anche su distrowatch c’è sempre l’interesse degli utenti per MX Linux, Linux Mint e Debian. Guarda caso classiche distro che non si allontano molto dalla DE di windows 11. D’altro canto ricordiamoci anche le critiche rivolte dagli utenti di Windows 11 contro Microsoft quando spostarono lo start menu al centro della barra delle applicazioni (per imitare il MAC)…………..e furono costretti a mettere l’opzione di scelta anche col vecchio metodo a sinistra sulla barra delle applicazioni. E molti utenti, tra l’altro come me, utlizzano il programmino open source di terze parti “Open Shell Menu'” che riporta lo start menu di windows 11 sullo stile di windows 7. Questa la dice tutta sul perchè molti utenti linux preferiscono lo stile cinnamon……….perchè si avvicina allo stile dei passati start menu’. Diciamoci la verità: Windows 11 in quanto a eleganza fa schifo, e qualcuno comincia a essere dubbioso sul prossimo Windows 12 che supporta l’Intelligenza Artificiale. Quindi diciamo la verità: le novità sia su linux che windows possono essere anche criticate. Vedremo in seguito……..un saluto a tutti ed a Dario che, forse, farà una recensione sul nuovo aggiornamento?

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  5. A mio modesto avviso,ma ripeto,è una opinione, ci sono troppe distribuzioni . Questo fatto provoca una inutile dispersione di risorse umane. Essendo software libero, ognuno può creare tutte le distro che vuole….ma, per chi si avvicina al mondo linux soprattutto perché vuole sottrarsi all’egemonia dei sistemi proprietari usando linux da utente ordinario e facendo le stesse cose che fa con questi ultimi, il rischio di venire sommerso dalla moltitudine di distribuzioni è reale. Grazie a Dario per il suo l’impegno.

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    • Alessandro ciao, siamo d’accordo. Come dico anche nell’articolo l’eccesso di scelta associato all’eccesso di tempo a disposizione 🙂 sono la causa. Difficile che si affermi un sistema operativo che non è preinstallato nei PC. Siamo in pochi a fare scelte alternative. Solo una politica commerciale sull’hardware e con poche differenti sistemi potrebbe limitare la dispersione. Grazie a te per gli apprezzamenti!

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  6. Ciao Dario. Seguo i tuoi utilissimi e preziosissimi Blog e Canale YouTube da anni, ormai. Grazie per il lavoro che hai fatto e che fai.

    Anche grazie a te abbandonai Windows circa appunto tre anni fa, passando felicemente a Mint. Pensa che, non ricordo che versione fosse, quando migrai….ma è (era) ancora quella tutt’ora, aggiornata alla 21.3. Mai un problema!
    Avevo Mint sull’ SSD principale……e W11 su un SSD secondario, che in pratica non ho più usato se non mensilmente per tenere aggiornato W11.

    Beh…dopo appunto questi 3 anni ho deciso di provare EndeavourOS in dual boot sull’ SSD principale, accanto a Mint.

    Risultato: da un mesetto non utilizzo più nemmeno Linux Mint! Sinceramente è superiore, soprattutto in prestazioni.
    Ovviamente non stiamo parlando di una distribuzione adatta a neofiti di Linux o di informatica in generale…..ma nemmeno soltanto adatta ad esperti di Arch classico o Gentoo! Io non lo sono di certo. Io non ho mai amato il terminale. E non ho nemmeno mai amato tutti quei problemi che ti fanno perdere troppo tempo cercando soluzioni in rete su forum vari!

    Su EOS, con mia grande sorpresa e soddisfazione, questi intoppi non ci sono. Anzi,ok, non mi ci sono ancora imbattuto, così è più corretto.
    Non sono sicuramente un esperto di Linux/Terminale/Comandi vari…ho imparato soltanto i comandi di base di Pacman e Yay…del resto usavo pure APT, qualche volta su Mint.

    Non è sicuramente una distribuzione che richiede particolari competenze. Direi adatta ad utenti medi e medio-niubbi, come il sottoscritto.
    Del resto utenti più avanzati userebbero Arch liscio! E utenti livello base, Mint.

    Avrei molto piacere se la provassi e postassi le tue impressioni. Un caro saluto.

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    • Ciao Marco, grazie per il tuo racconto. Ci credo che non hai avuto problemi con Mint. E devo dirti la verità: sto provando Endeavour da Cassini e ora sto provando Galileo con soddisfazione a differenza delle esperienze che feci con Manjaro. Ho provato la Cinnamon e ricevuto l’aggiornamento alla versione di Mint 21.3 dal giorno in cui uscì la beta di Virginia! Incredibile. Kernel e programmi nuovissimi di pacca. Certo che ne parlerò…. ma non so quando! Ciao e grazie ancora!

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      • La loro Welcome App è formidabile.

        La distribuzione è talmente fatta bene che il terminale lo uso soltanto per installare o rimuovere programmi. Ciò mi ha spinto a scegliere di non installare alcun front end grafico di pacman, tanto i comandi da utilizzare sono 4 o 5 in tutto.

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    • Io utilizzo stabilmente GNU/Linux da anni. La mia prima vera esperienza è stata con Ubuntu (non ricordo quale versione, ma era basta ancora su Gnome 2) anche se avevo fatto dei tentatici con Slackware (un cd incluso in un libro su Linux) e Mandrake Linux. Vado a memoria e, dopo, sono passato a Kubuntu, PCLinuxOS, poi ad Arch Linux, Manjaro e Opensuse Tumbleweed. Se si esclude Ubuntu, in tutte le altre distribuzioni avevo Kde

      A causa di un problema che non riuscivo a risolvere con Opensuse Tumbleweed con Kde (ma ho provato anche Gnome e lo stesso problema era ancora lì) ho fatto un bel po’ di distro hopping su macchina virtuale. Sono arrivato a un ballottaggio fra Linux Mint con Cinnamon e Solus con Budgie Desktop.

      Alla fine ha vinto…una terza distribuzione, EndeavourOS con Cinnamon, a cui, dopo varie modifiche, ho dato l’aspetto di Linux Mint. La uso da un mesetto. Che dire? Ne apprezzo la facilità d’uso, la comunità e le loro utility. Ho scelto Cinnamon perché lo trovo immediato e funzionale, anche comprendo che, essendo basato su Gnome 3, è molto rigido.

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      • Grazie Riccardo per il racconto. Anche io sono partito da Ubuntu proprio con il passaggio da GNOME a Unity 🙁
        Anche io di recente ho provato Endeavour Cinnamon e scoperto che la versione 6 era disponibile dal giorno del rilascio della beta di Mint 21.3!
        Impressionante semplicità e la disponibilità di programmi e kernel in versioni nuovissime!

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        • Vi rispondo qui in quanto pure io come primo tentativo con EndeavourOS ho usato Cinnamon.

          Però poi mi sono detto “hanno scelto KDE come DE principale….diamogli una chance!”

          E mi sono ricreduto, su KDE, che ho sempre ritenuto troppo vasto e troppo pieno di opzioni! In realtà è semplicemente il miglior DE Linux…l’unica difficoltà è….conoscerlo….usarlo la prima volta!

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          • Ciao Marco, l’esperienza positiva con KDE l’ho già riscontrata con MX Linux ma ritengo che Endeavour KDE sia il meglio che si possa desiderare per le ultimissime novità in tutti i campi

          • Mi ero dimenticato che che per un paio di rilasci ho utilizzato anche la spin Kde di Fedora.

            Io ho abbandonato Plasma desktop perché c’erano troppe opzioni, spesso troppo complicate e mal spiegate. Devo però riconoscere che, negli anni, Kde è migliorato tantissimo. In Cinnamon ho trovato una migliore organizzazione delle opzioni, che non sono né tante né poche.

            La stessa cosa vale per tanti altri software Kde: Digikam, rispetto alla concorrenza (es. gThumb/Pix) ha tantissime opzioni, ma a capire tutte….

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