Ubuntu Cinnamon vs Linux Mint

Ubuntu Cinnamon vs Linux Mint Cinnamon. Canonical include tra le sue derivate ufficiali un’edizione con l’unico ambiente desktop che mancava. Confrontiamo, caratteristiche e prestazioni e idee di base che separano Ubuntu Cinnamon da Linux Mint Cinnamon.

Ubuntu Cinnamon vs Linux Mint Cinnamon

Fino a primavera 2023 Ubuntu era rilasciato da Canonical con tutti gli ambienti desktop disponibili nel panorama Linux meno che Cinnamon. Quello semplice, tradizionale ed elegante creato intorno a GNOME 2 da e per Linux Mint. Ambiente che ha contribuito al successo di un sistema operativo tra i più ricercati nei suoi quasi 18 anni di vita.

Con l’uscita di Ubuntu 23.04, Canonical promuove il progetto indipendente, precedentemente un rimpasto (REMIX), e gli assegna il rango di “gusto” ufficiale.

Ubuntu Cinnamon tra le derivate ufficiali
Ubuntu Cinnamon tra le derivate ufficiali

Ho avuto curiosità di provarlo e colto spunto per un confronto alla pari tra Ubuntu Cinnamon in versione LTS cioè con supporto a lungo termine e Linux Mint Cinnamon, che è rilasciato solo in versioni LTS.

Linux Mint è il mio unico sistema operativo da anni anche se non sono legato in alcun modo al progetto. Malgrado questo spero di poter fornire un quadro oggettivo e condivisibile di similitudini e differenze tra questi due sistemi operativi.

Ubuntu Cinnamon vs Linux Mint (guarda su YouTube)
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Sito web ufficiale

Accedo ai siti web per scaricare le rispettive immagini ISO con cui creare supporti Live per provare ed installare il sistema.

Le pagine italiane delle derivate di Ubuntu rimandano al sito web ubuntucinnamon.org, evidentemente non aggiornato perché si presenta il REMIX basato su Ubuntu 20.04. Serve una ricerca web per trovare le più recenti all’interno del sito.

Homepage di Ubuntu Cinnamon ad agosto 2023

Il supporto e aggiornamenti per derivate ufficiali basate su Ubuntu LTS però è spesso limitato a 3 anni. Grazie a ricerche web ho conferma del supporto di 3 anni nelle note di rilascio della versione 20.04 di Ubuntu Cinnamon.

Il sito web di Linux Mint è stato rinnovato con l’uscita di Mint 20 e anche questo ne aveva tanto bisogno. Da qui si invita a scaricare l’ultima versione rilasciata nella seconda metà di luglio. Linux Mint ha una base di pacchetti di Ubuntu 22.04 LTS ma il supporto dura 5 anni dal rilascio di ogni versione c.d. maggiore.

File di installazione

Il file ISO di ubuntu Cinnamon 22.04.2 LTS pesa 5.1 GB. Il file ISO di Linux Mint 21.2 Cinnamon pesa 3 GB netti.

Base pacchetti e kernel

I sistemi selezionati sono basati entrambi su Ubuntu 22.04 LTS. Ubuntu Cinnamon riceve aggiornamenti per 3 anni dal rilascio della sua base Ubuntu, Linux Mint per 5 anni. Quindi primavera 2025 per Ubuntu, primavera 2027 per Mint 21 e successivi punti. 🙂

Linux Mint Cinnamon 21.2 adotta per impostazione predefinita il kernel 5.15 con cui Ubuntu 22.04 fu rilasciato. Ma nel Gestore Aggiornamenti si applicano con un clic anche il 5.19 o il 6.2. Per superare problemi di installazione con hardware più recenti, una versione Edge, rilasciata nativamente con il kernel 6.2 dovrebbe risultare disponibile a giorni.

Ubuntu Cinnamon 22.04.2 ricorre al kernel 5.19 per le sue ISO ma poi vedremo che gli aggiornamenti installano ed applicano il 6.2.

Versione desktop

Per quanto riguarda le versioni di Cinnamon utilizzate, parliamo della 5.2 per Ubuntu Cinnamon 22.04.2 e della 5.8.4 per Linux Mint.

Nemo 5.2.4 in Ubuntu Cinnamon 22.04 LTS
Nemo 5.2.4 in Ubuntu Cinnamon 22.04 LTS
Nemo 5.8.4 in Linux Mint Cinnamon 21.2
Nemo 5.8.4 in Linux Mint Cinnamon 21.2

Ci sono circa due anni di differenza tra le due. Segnalo però che l’edizione intermedia 23.04 di Ubuntu Cinnamon, ha introdotto la versione 5.6 come Debian 12.

Requisiti hardware

Passiamo quindi ai requisiti tecnici del computer.

Trovare indicazioni ufficiali dei requisiti hardware di Ubuntu non è così immediato. Informazioni si trovano ma sono riportate da riviste o blog del settore. Non mi risulta che vi siano indicazioni specifiche per l’edizione Cinnamon, come per quella MATE ad esempio.

Ecco i requisiti di Ubuntu:

  • Processore dual core a 2 GHz
  • 4 GB RAM
  • 25 GB di spazio su disco
  • 1024×768 di risoluzione minima dello schermo

Per Linux Mint, una volta selezionata un’edizione per il download, si trova un riferimento all’annuncio del rilascio nel blog. Qui sono sempre riportati requisiti minimi e raccomandati. Ecco quelli di Linux Mint 21.2 Cinnamon:

  • 2GB RAM (raccomandati almeno 4GB).
  • 20GB di spazio su disco (raccomandati almeno 100GB).
  • 1024×768 di risoluzione minima dello schermo

Procedura di installazione

Ho usato il mio vecchio ma performante PC portatile Acer E5 basato su Intel Core I7 di 7a generazione, 8 GB di RAM, NVIDIA 940MX con 2 GB di memoria dedicata ed SSD Samsung 870 EVO. Ho testato uno alla volta i sistemi operativi installandoli in single boot.

Il programma di installazione di Ubuntu è uno dei fiori all’occhiello di casa: Ubiquity.

Installazione di Ubuntu Cinnamon
Installazione di Ubuntu Cinnamon

Avviata la sessione Live si sceglie la lingua e se provare il sistema oppure installarlo subito. La semplicità di questa aggiunta alla base Debian è uno dei principali fattori di successo di Ubuntu.

Viene eseguito il programma os-prober per verificare l’esistenza di partizioni di boot e questo consente di riconoscere la presenza di sistemi preinstallati e intervenire con partizionamenti manuali o in modo automatico, ridimensionando partizioni esistenti con un semplice gesto di trascinamento.

Tra le più sostanziose parti di codice che Mint e altre derivazioni non ufficiali prendono in prestito da Ubuntu vi è proprio Ubiquity. Una versione modificata del programma è infatti alla base dell’installazione di Linux Mint che differisce solo per le slide nella presentazione che accompagna il procedimento.

Tipo di installazione di Linux Mint 21.2
Tipo di installazione di Linux Mint 21.2

Per un confronto ad armi pari, ho deselezionato l’opzione per scaricare gli aggiornamenti in fase di installazione di Ubuntu. Linux Mint 21.2 infatti non lo prevede. Ho incluso i driver e codec multimediali come faccio con Mint e selezionato l’installazione completa perché una installazione minima non è prevista in Linux Mint.

Come inoltre raccomando sempre, installare Linux con una connessione di rete attiva per essere certo che vengano installate tutti le traduzioni nella ISO non inserite per ogni lingua per intero!

Tempi di installazione

Quanto ai tempi di installazione, Ubuntu Cinnamon ha richiesto 40 minuti e, a dispetto delle impostazioni, lo scaricamento di ulteriori 1,6 GB di dati prima del riavvio. Ho provato ad installarlo dopo qualche giorno nel mio PC fisso ma ha richiesto 34 minuti. Su questo poi Ubuntu non pareva riconoscere il dongle WiFi/Bluetooth Lemorele che non richiede driver e che in un paio di anni non ha mai avuto problemi con alcuna distro.

L’installazione di Linux Mint impiega 8 minuti prima del riavvio da disco fisso.

Ora devo sottolineare che i tempi per Ubuntu o altre derivate anche non ufficiali, richiedono tempi significativi. In tutti i computer miei e altrui in cui li ho installati.

Non so spiegare il perché siano richiesti quasi 20 minuti prima di avviare la copia dei dati su disco, apparentemente in attesa di configurare software non free, mentre Linux Mint, dalla versione 20.1 in poi ne impieghi meno di 2. Stesso computer, stessa connessione.

Con Ubuntu ho anche eseguito il test per la ricerca automatica del server migliore e ne ha impostato uno ubicato in Svezia.

Quanto a Mint, il meccanismo è simile anche se non automatico: i server sono ordinabili per velocità rispetto alla propria posizione e confermo che non sempre quelli italiani sono i più performanti.

A causa di un problema che impediva l’avvio dello Snap Store, dopo un’ora circa di tentativi culminati con la rimozione e reinstallazione di Snap senza risultati, ho riformattato il mio Acer, includendo gli aggiornamenti in fase di installazione ed il problema è sparito. Curioso che la seconda installazione di Ubuntu Cinnamon, abbia identificato la precedente come Mac OS X.

Ubuntu Cinnamon rileva la precedente installazione come Mac OS X
Ubuntu Cinnamon rileva la precedente installazione come Mac OS X

Primo avvio

Il primo avvio di Ubuntu Cinnamon però mi ha sorpreso positivamente perché comunica l’identità delle distribuzioni Canonical unita al desktop ed al menu tipici di Cinnamon con un tema scuro predefinito. Si ha a che fare con una personalizzazione stilistica che non avevo ancora visto al di fuori di Linux Mint.

Aspetto del desktop in Ubuntu Cinnamon 22.04 LTS
Aspetto del desktop in Ubuntu Cinnamon 22.04 LTS

Installare Cinnamon in altre distro come Debian 12 di cui ho parlato di recente, provoca infatti una sensazione di estrema tristezza perché l’aspetto non è stilizzato in alcun modo, non vi sono temi ed icone se non quello di base, Adwaita, assai datato. Anche se si può intervenire successivamente, vedere Cinnamon nudo non fa bene all’immagine di tale ambiente desktop, spesso indicato come antiquato e non attraente.

In Ubuntu Cinnamon, con i temi Yaru tipici di Ubuntu, si assiste ad un tentativo secondo me assai riuscito di uniformare l’ambiente desktop Cinnamon alle specificità di Ubuntu, con risultati veramente gradevoli. Nemmeno con gli ambienti KDE o quelli un po’ all’osso di Lubuntu e Xubuntu si era mai vista l’identità di Ubuntu nelle sue derivate!

Al primo avvio di Linux Mint 21.2 Cinnamon si trova la Schermata di Benvenuto che riporta documentazione e una serie di primi passi suggeriti per la post installazione, la configurazione di base e la personalizzazione. Questa schermata non è presente in Ubuntu Cinnamon né nelle altre distro che adottano Cinnamon.

Primi passi della Schermata di benvenuto di Linux Mint 21.2
Primi passi della Schermata di benvenuto di Linux Mint 21.2

Chi abbia visto Linux Mint negli anni passati, al primo avvio, troverà che il colore verde predefinito è stato sostituito da un misto giallo / azzurro perché la comunità degli utenti ha comunicato la propria preferenza per questo tema. Nella recensione di Linux Mint 21.2 ho raccontato dei drastici interventi per rimodernare l’aspetto senza svilire la natura di desktop tradizionale in stile Windows.

In ogni caso, i tempi di avvio in single boot sono simili e per entrambi nell’ordine di una dozzina di secondi nel mio notebook Acer.

Aggiornamenti

Qualche minuto dopo il primo avvio, Ubuntu Cinnamon mi segnala l’esistenza di 652 MB di aggiornamenti rilasciati da installare. Che hanno richiesto ulteriori 20 minuti per essere applicati ed invitarmi al riavvio. Dopo il quale ho scoperto che è stato applicato il kernel 6.2.

Aggiornamenti per Ubuntu Cinnamon
Aggiornamenti per Ubuntu Cinnamon

Non è bastato però perché l’applicazione Software, una volta aperta, mi ha invitato ad aggiornare il sistema ed ho dovuto scaricare ulteriori 455 MB prima di procedere ad un ulteriore riavvio. Quasi 3 GB che si aggiungono ai 5 della ISO.

In Linux Mint, una notifica nella barra delle applet mostra il pallino rosso che indica la disponibilità di aggiornamenti. Ma anche la schermata di benvenuto invita come prima cosa ad effettuare gli aggiornamenti. Si apre il Gestore Aggiornamenti, differente da quello di Ubuntu. L’utente riceve indicazioni sull’applicazione ed invita eventualmente a modificare le origini dei repository in modo da passare ad archivi web più vicini e rapidi prima di effettuare aggiornamenti.

Il Gestore Aggiornamenti di Linux Mint 21.2
Il Gestore Aggiornamenti di Linux Mint 21.2

La quantità di aggiornamenti ammonta a 630 MB in totale. Ma va detto che in Linux Mint sono preimpostati solo driver open-source. La schermata di benvenuto invita a verificare la disponibilità di driver ma sta all’utente decidere se applicarne di proprietari. Se vuoi l’ultimo driver proprietario NVIDIA, attualmente il 535, basta un clic, ma devi scaricare circa 560 MB di dati e attendere qualche minuto prima di riavviare.

Ubuntu Cinnamon, al primo avvio, senza chiedermi nulla, aveva già impostato automaticamente il driver NVIDIA 535 alla mia 940MX.

Impiego risorse e swap

Completati gli aggiornamenti di entrambi i sistemi operativi provvedo ad un riavvio. Senza alcuna ulteriore installazione, Ubuntu Cinnamon pare impegnare circa 1,3 GB di memoria RAM durante l’inattività.

Impegno di RAM con htop in Ubuntu Cinnamon 22.04
Impegno di RAM con htop in Ubuntu Cinnamon 22.04

L’installazione automatica non prevede una partizione swap ma la creazione di un file di 2,4 GB.

Linux Mint Cinnamon aggiornato impegna circa 920 MB di RAM. Anche Mint non prevede la creazione automatica di una partizione swap ma un file di 2,1 GB.

Impegno di RAM con htop in Linux Mint 21.2 Cinnamon
Impegno di RAM con htop in Linux Mint 21.2 Cinnamon

Dotazione software di Ubuntu Cinnamon

Sfoglio il menu di Ubuntu e da navigato utente di Linux Mint Cinnamon noto programmi estranei al mio sistema operativo. Tra cui DejaDup 42.9 per il backup, Gtkhash per la verifica di firme dei file ISO e visualizzatore Texinfo tra gli accessori.

Nella sezione audio video poi troviamo Celluloid per i video e Rhythmbox per l’ascolto ed organizzazione di librerie musicali.

Ubuntu Cinnamon prevede una categoria Giochi con alcuni programmi preinstallati.

Schermata di Ubuntu Cinnamon
Schermata di Ubuntu Cinnamon

Nella sezione grafica c’è GNOME foto, Gimp 2.10. Poi sia gThumb che Shotwell per organizzare le foto. Tra i programmi internet gli immancabili Thunderbird e Firefox oltre a Remmina per il desktop remoto e Transmission per i torrent.

La sezione ufficio è dominata dal Calendario di GNOME e da LibreOffice in versione 7.3 con il tema elementary predefinito e tutti gli altri temi modificabili già preinstallati.

Sotto Amministrazione i due sistemi differiscono per la presenza di Snap Store e del Centro software per i pacchetti deb in Ubuntu e di Gestore Applicazioni per Mint, basato sul centro software di Ubuntu, dei suoi deb, di quelli di Mint e delle app aggiornatissime in Flatpak. Tra poco approfondiamo.

Al Monitor di sistema di GNOME, task manager predefinito anche di Linux Mint, Ubuntu Cinnamon affianca anche il tradizionale Htop.

Ma molte sono le similitudini con la dotazione di Linux Mint quanto a visualizzatore di foto e documenti, Simple Scan per le scansioni e tutti gli strumenti di analisi dei dischi, per la formattazione di supporti, editor di testo, Synaptic come interfaccia grafica per apt, calcolatrice, gestore di archivi compressi e via discorrendo.

Dotazione software di Linux Mint

Passando a Linux Mint, sotto Accessori, oltre ai programmi previsti anche da Ubuntu, abbiamo le Note, Redshift per il filtro luce blu serale, Bulky (chiamato Rinominatore di file) per rinominare file in serie, la tastiera su schermo Onboard e Warpinator, programma realizzato dal team di Linux Mint per la condivisione file in rete locale senza configurazioni.

Linux Mint non prevede DejaDup ma Strumento di backup, rudimentale ma efficace. Permette di esportare il contenuto della cartella home dell’utente ed una lista di programmi installati per consentire di ripristinarli in una successiva installazione.

lo strumento di backup di Linux Mint

La verifica delle firme dei file non richiede GTK Hash per essere eseguita senza terminale perché il file manager Nemo la integra nativamente senza estensioni.

La sezione audio video di Linux Mint, oltre a Celluloid e Rhythmbox, prevede anche Hypnotix, programma esclusivo di Mint per la visione di TV di tutto il mondo via internet. Nella sezione grafica non troviamo gThumb o Shotwell ma Pix. Programma di Linux Mint appena completamente rinnovato sulla base di gThumb.

elenco paesi IPTv Hypnotix Linux Mint 20.1
Schermata di Hypnotix in Linux Mint 21.2 Cinnamon

Da qualche anno Linux Mint ha tolto Gimp ed inserito il più semplice Drawing, un programma più semplice per il disegno e fotoritocco di base che affianca le già tante possibilità di modifica di Pix.

La sezione internet di Linux Mint, oltre a Thunderbird e Firefox, prevede Applicazioni web, per gestire come programmi autonomi i siti web di uso frequente. C’è anche HexChat per contattare l’assistenza di volontari tramite il canale IRC ufficiale di Mint.

Linux Mint ha abbandonato da anni la preinstallazione di giochi. Nella sezione Ufficio di Mint, oltre LibreOffice 7.3, troviamo Thingy, chiamato in italiano Libreria. Raccoglie file di testo, documenti LibreOffice, PDF, manga ed ebook aperti di recente mantenendo traccia dei progressi di lettura.

Inoltre Linux Mint prevede Timeshift per la creazione di punti di ripristino del sistema. Applicazione diffusa in ambiente Linux, è stata rilevata nella gestione proprio dal team di Linux Mint perché il suo ideatore ne aveva abbandonato lo sviluppo. Confermandone il ruolo strategico per una distribuzione che ambisce a fornire affidabilità nel solco della migliore tradizione Debian.

cadenza delle istantanee in Timeshift
Pianificazione delle istantanee di Timeshift

In Ubuntu manca Registri, per la consultazione da interfaccia grafica dei log. L’applicazione Informazioni di sistema rende inoltre possibile selezionare con un clic l’output del comando inxi o caricarle nel web, utile per semplificare le richieste di assistenza nei forum.

In definitiva, a parte pochi giochini, Gimp e l’assenza di programmi caratteristici di Mint quest’ultima ha una dotazione lievemente superiore di software. Ma il file di installazione di Mint è inferiore di oltre 2 GB rispetto a quello di Ubuntu Cinnamon, forse per la presenza di pacchetti Snap, più ingombranti delle controparti .deb.

Personalizzazione di Cinnamon

Gli utenti di entrambi i sistemi incontrano quindi versioni stilizzate dell’ambiente desktop, a differenza di tutte le altre distro che adottano il tema Adwaita.

Ma in entrambi i casi gli utenti hanno a disposizione il file manager Nemo, integrabile con decine di ulteriori estensioni. Incontrano applet, desklet e temi che sono integrabili con un clic. Ho parlato di questi interessantissimi aspetti in Nemo, il file manager di Linux Mint Cinnamon e Personalizzare Linux Mint Cinnamon.

Purtroppo ho però verificato che 5 o 6 tra desklet e applet che da anni uso con Linux Mint, mandano sistematicamente in crash Cinnamon in Ubuntu.

Problemi di Cinnamon (solo) con Ubuntu
Problemi di Cinnamon (solo) con Ubuntu

Ma lo stesso non succede con Debian 12. Peccato che un utente possa farsi un’idea sbagliata di Cinnamon per ragioni addebitali all’edizione Ubuntu.

Centro software

Come dicevo tra le differenze più nette e pesanti tra i due sistemi operativi, sono parte dei meccanismi di gestione e installazione di pacchetti software.

Per integrare programmi in Ubuntu hai l’applicazione Software per i pacchetti deb che Canonical stabilizza dai programmi nel ramo unstable di Debian. Ma anche lo Snap Store, che prevede programmi impacchettati assieme a tutte le c.d. dipendenze a garanzia di funzionamento sicuro per il sistema e senza conflitti. In qualunque distribuzione Linux.

Le applicazioni Snap avrebbero molteplici vantaggi (e svantaggi) dei Flatpak, non previsti nell’installazione di Ubuntu per ragioni di concorrenza. In Linux Mint 21.2, invece, i Flatpak di Flathub sono perfettamente integrati nel Gestore Applicazioni e facilmente riconoscibili dagli altri.

Non è questo il luogo per approfondire l’argomento, e non è detto che ad un utente comune interessi il meccanismo con cui i programmi sono installati. Ma lo farò, per rendere più consapevoli gli utenti di Ubuntu che non sanno bene cosa sia Snap.

In Linux Mint lo store Snap è letteralmente bandito. Dal momento che anche i browser Firefox e Chromium sono stati rimossi dai repository di Ubuntu in favore delle versioni Snap, il team di Linux Mint li compila in autonomia dal sorgente e li mette a disposizione degli utenti nel proprio repository.

Firefox 116 compilato in .deb nei repository di Linux Mint 21.2
Firefox 116 compilato in .deb nei repository di Linux Mint 21.2

Per ora ti segnalo il post di giugno 2019, quello di maggio 2020 e quello di luglio 2023 dal blog di Linux Mint, sulle ragioni di questa chiusura.

Similitudini e differenze

Riassumendo, le affinità tra i due sistemi operativi riguardano anzitutto una base comune di pacchetti software, per l’installazione del sistema, per il centro software dei pacchetti .deb e per la gestione di alcuni servizi. Oltre che l’adozione del medesimo ambiente desktop seppur in versioni differenti. Questo conferisce ai due sistemi un aspetto simile pur con le personalizzazioni che ne vengono fatte dai rispettivi team di sviluppo.

Insomma Mint prende e toglie da Ubuntu e Ubuntu prende e toglie da Mint. Fa parte della natura stessa dell’open-source.

Un altro aspetto fondamentale che unisce le due distro è la grandezza e generosità delle rispettive comunità di utenti. Anche nei confronti di nuovi arrivati ed inesperti con Linux. Malgrado Ubuntu raccolga attorno a sé un enorme seguito, non si deve pensare che quello di Linux Mint, specie a livello internazionale, sia proporzionalmente inferiore. Però devo ammettere che quella italiana di Ubuntu è superiore a quella equivalente nel forum di Linux Mint.

Homepage italiana del forum di Ubuntu
Homepage italiana del forum di Ubuntu

Documentazione, tutorial, risposte a richieste di supporto nei forum ufficiali, sono aspetti cui gli utenti di entrambe le distro, in tutte le lingue sono felicemente abituati. In entrambi i casi la conoscenza dell’inglese accresce all’ennesima potenza le possibilità.

Ma le similitudini finiscono qui. Perché anzitutto Ubuntu viene da Canonical Ltd, azienda con scopo di lucro che nel 2020 ha fatturato 144 milioni di dollari. Ha la potenza commerciale per sostenere un progetto open-source da cui però prevede di trarre guadagno.

Linux Mint nasce dall’iniziativa di un programmatore che ha raccolto attorno a sé qualche decina di programmatori e li sostiene grazie ad alcuni sponsor, a donazioni e ad accordi con Mozilla per l’integrazione di Firefox e di altri motori di ricerca.

Mi verrebbe da ribadire che l’elemento sostanziale che differenzia le due distro è l’assenza dello Snap Store da Linux Mint e di quello Flathub da Ubuntu. Oltre al supporto di due anni superiore per Linux Mint rispetto a qualunque altra derivata ufficiale di Ubuntu.

Gestore Applicazioni di Linux Mint 21.2
Gestore Applicazioni di Linux Mint 21.2

In ogni caso, chiunque può accedere a GitHub ed esplorare i 56 milioni di progetti attualmente presenti. Poi dicono per Linux non ci sono programmi!

Tutti possono acquistare ed installare software a pagamento destinato a Linux o tenersi ed eseguire da una chiavetta su qualunque PC Linux e senza alcuna necessità di installazione né timori di conflitti le applicazioni portatili in formato AppImage. Che rispetto a programmi installati in Snap o Flatpak beneficiano di molti medesimi vantaggi pur mantenendo le dimensioni dei file estremamente ridotte.

Il mio giudizio

Insomma quale è il migliore? 🙂 So rispondere alla domanda solo in base ai miei gusti, alle mie esigenze e alla mia simpatia. Perciò non posso decidere per te. Ubuntu Cinnamon è l’ennesima distro che metto alla prova. Come le precedenti non è in grado di farmi cambiare sistema operativo, che resta Linux Mint Cinnamon.

In linea di principio, tra una distribuzione che non adotta Snap e una che lo adotta, preferisco sempre la prima. Spiace vedere che anche Firefox si trovi solo in formato snap.

Qualche problema l’ho incontrato alla prima installazione di Ubuntu ed ho visto che Cinnamon, anche se ben stilizzato e personalizzato, non è ben integrato nelle sue componenti tipiche come applet, desklet ed estensioni che usate in Linux Mint non creano problemi. Qui va fatto del lavoro perché l’esperienza desktop di Linux Mint non si raggiunge.

Inoltre non sono così sicuro, visto che ho scaricato una LTS, che sia bene avere applicato un kernel 6.2 con base differente dal 5.15 del rilascio di Ubuntu 22.04. O perlomeno un utente dovrebbe essere informato. Un utente sceglie una LTS dopo aver testato il proprio hardware il con il kernel 5.15 e poi corre il rischio di essere di non aver più supporto per vecchio hardware.

Penso si dovrebbe venire anche avvisati dell’applicazione automatica di driver video proprietari. Inoltre l’immagine ISO pesa quasi quanto quella di Windows. Raramente si riesce ad installare Ubuntu, anche in una VM, in meno di 35 o 40 minuti. Con altri scaricamenti e riavvii. È un comportamento simile a quello di Windows. Ma questo con Linux Mint non succede. L’installazione è rapidissima specie con SSD in luogo di disco meccanico. Seguire i primi passi per la configurazione minima richiede 10 minuti e poco più.

Questi aspetti critici, se già mi conosci, potevi aspettarteli. Magari non ti aspetti che io ammetta di apprezzare questa novità ufficiale di Canonical.

Apprezzo che Canonical abbia infranto il taboo dell’assenza di una edizione Cinnamon. Più che una minaccia la vedo come un riconoscimento del lavoro del team di Mint e del promotore del REMIX di Ubuntu. Trovo che mai prima di ora una edizione rispecchi la natura caratterizzante di Ubuntu allineandosi all’aspetto dell’edizione principale basata su GNOME.

Penso possa avere successo tra nuovi utenti Linux che, lasciando Windows, sono talvolta un po’ disorientati dall’ambiente GNOME dell’edizione ammiraglia. Ma potrebbe intercettare anche utenti da altri gusti ufficiali di Ubuntu come l’edizione Budgie.

A parte questo, se mi chiedi se questo progetto possa strappare utenti a Linux Mint direi proprio di no. Se dovessi scommettere un caffè direi casomai il contrario. Utenti di Ubuntu Cinnamon, potrebbero voler provare Linux Mint, per curiosità, per provare Cinnamon lì dove nasce e funziona perfettamente e mantiene un aspetto sobrio e moderno o per la differente filosofia e per liberarsi di Snap.

La mia derivata ufficiale di Ubuntu preferita resta l’edizione MATE ed apprezzo il lavoro del leader del progetto Tim Wimpress. Per ogni altro ambiente desktop, preferisco altre distribuzioni Linux ad Ubuntu.

Conclusioni

In conclusione va detto però che Canonical ha impresso all’evoluzione e diffusione di Linux in ambito desktop una spinta mostruosa. Ne hanno beneficiato Linux Mint, elementary OS, Zorin OS, Pop_OS! e tantissime altre. O meglio sono i relativi utenti che ne hanno beneficiato.

Questi hanno trovato validissime soluzioni alternative ai sistemi operativi che in precedenza li legavano a tracciamenti d’uso, a particolari software e formati oppure a cambiare computer ancora perfettamente in forma.

Rendiamo grazie a Linux e all’open source in generale quindi, anche per la novità di Ubuntu Cinnamon! Amen 😀

Diffondi la conoscenza!

24 commenti su “Ubuntu Cinnamon vs Linux Mint”

  1. Eccellente articolo. Personalmente, non sono un fanatico nè di flatpak nè di snap, non trovo accettabile sprecare 2 o 3 Gb di spazio per un programma magari di secondaria importanza, quindi viva Mint, che almeno non mi costringe a ingoiare questi formati, se proprio non li voglio. Per lo stesso motivo, Canonical mi ha deluso e credo che, se dovessi usare Cinnamom su altre distro, lo farei con Debian direttamente. Ma forse darò una chance a Ubuntu Mate!

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    • Ciao Alessandro, grazie! Anche io con flatpak poi qualche problema l’ho incontrato. Inoltre il driver NVIDIA e la base della piattaforma, sono aggiornate spesso. Insomma tonnellate di aggiornamenti come si fosse in una distro rolling.. Ma se ne avessi bisogno, sceglierei direttamente una rolling.
      Ubuntu MATE è simpatico ma è sempre Ubuntu e anche lì Firefox ormai è fornito da Canonical…

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  2. Come sempre un buon articolo io la penso esattamente come te aggiungo che avendo provato tante distro linux devo dire che i risultati quasi sempre sono inferiori a quelli dei team base nel caso specifico tutto il lavoro fatto dal team Mint difficilmente può essere eguagliato da altri team solo prelevando file o sostituendoli con altri file d’altronde tutti gli anni passati a sviluppare Mint devono per forza fare la differenza
    l’unica cosa che mi manca in Mint è un file iso minimale sul quale costruirmi quello che voglio per il resto va bene così ti rinnovo la mia stima per quello che fai per il software libero è sempre un piacere leggerti un saluto

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    • Ciao Umberto, ti sono grato per gli apprezzamenti. Si il team di Mint non è minimo come quello di altre distro che prendono Ubuntu come base. E proprio sugli sviluppi annunciati di Ubuntu per l’anno prossimo, dicono che stanno tenendo d’occhio la situazione. Il piano B ci sarebbe con LMDE…. Ciao

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  3. Grazie per la disamina approfondita, come sempre.
    Secondo me, se un utente è abbastanza “sgamato” da sapere cos’è Cinnamon e in genere un DE, conosce anche i meriti e la storia di Mint: difficile che voglia “investire” su una variante di Ubuntu. Lo stesso utente consapevole, se decidesse per Ubuntu, penso che opterebbe per l’edizione principale con GNOME.
    Diverso discorso per un utente al primo contatto con Linux; ma anche quello, se si avvicina ad Ubuntu, piglia la versione principale.
    Sinceramente, ho sempre apprezzato poco tutte queste sottoversioni.

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    • Ciao Carlo, grazie per il tuo commento e apprezzamento. Concordo con il tuo pensiero. Bello vedere le tante possibilità legate all’aspetto ma in effetti portano all’eccesso che può confondere l’inesperto assoluto.

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  4. Ciao Dario!
    molto interessante anche questo confronto. Anch’io, tra le ditro (poche per la verità) provate fino ad oggi, preferisco Linux Mint Cinnamon; iniziai con Elementary OS su indicazione di un amico, ma quando la curiosità mi ha spinto a provare Mint sono rimasto basito! E non l’ho più mollato…
    Approfitto per una domanda ed una constatazione:

    Domanda: come funziona nello specifico il programma di Backup che descrivi qui sopra e, soprattutto, che differenze ci sono concettualmente rispetto alla realizzazione delle snapshot con Timeshift?

    Constatazione: nel mio PC fisso ho due SSD. Nel primo conservo tutt’ora la versione 20.3 di Mint, mentre nell’altro tengo sempre installata la più recente diponibile. Ho osservato questa cosa: quando passai per la prima volta ad utilizzare nel secondo SSD la prima versione 21, tutto funzionava regolarmente in merito ad alcuni dispositivi di firma digitale che utilizzo per lavoro. Ero riuscito ad installare tutto senza problemi seguendo le indicazioni del tuo topic dedicato. Ad un certo punto però la 21 non ha più voluto saperne di riconoscerne alcuno… pur provando a reinstallare i drivers. Non vedeva proprio il token e, quindi, Firma 4NG non funzionava. Allo stesso tempo, però, tutto funzionava correttamente con la 20.3…
    Un paio di settimane fa ho aggiornato il secondo SSD alla versione 21.2 ed ho notato che senza fare altro, almeno uno dei token (ho provato solo quello perché solo quello mi serviva) è tornato a funzionare tranquillamente…

    Comunque al momento mi tengo sempre da una parte la 20.3 perché quando lavoro ho la necessità che tutto funzioni senza perdite di tempo, ma mi ha fatto piacere vedere che ora anche con la 21.2 tutto (presto proverò anche gli altri token) sia tornato a funzionare.
    Nel portatile, invece, ho fatto direttamente il salto dalla 20.3 alla 21.2 in completa autonomia e sono rimasto impressionato dalla velocità dell’installazione e degli aggiornamenti. Ora da spento in una quarantina di secondi sono alla schermata di login! Preciso che il portatile ha ormai quasi 15 anni (pur con 8 gb di RAM fin da allora). Ho avuto perfino la sensazione che la nuova versione sia più leggera e fluida della precedente…

    Complimenti ed ancora grazie per tutti i tuoi interventi!

    Rispondi
    • Ciao Marco, grazie per la lettura ed il tempo del tuo commento! Anche per Mint fu una scoperta che arrivò ben dopo aver esplorato Ubuntu ed altre soluzioni. E fu una splendida sorpresa. Fai bene a mantenere una 20.3. In molti smaniano di aggiornare ma non pensano alle (poche) negative novità che si possono incontrare aggiornando. Mi fa piacere che senza interventi scopri che le cose migliorano. Io non ho avuto se non un paio necessità di usare la firma digitale negli ultimi mesi e non sono rimasto al passo. Anche io penso che ci sia una maggiore fluidità e rapidità nell’avvio ultimamente.
      Lo strumento di backup serve a copiare (e ripristinare) manualmente il contenuto della home. La parte programmi crea un file di testo semplice per reinstallare quelli aggiunti. Timeshift invece copia solo le cartelle del sistema MA NON la home. Insomma il primo salva i dati personali, il secondo lo stato del sistema.
      A presto.

      Rispondi
      • Ciao.
        A proposito di Strumento di backup vs. Timeshift, sul secondo ho impostato nelle opzioni anche la copia della /home; in effetti non sapevo nemmeno che esistesse il primo strumento. E’ un uso corretto oppure sarebbe preferibile usare congiuntamente i due strumenti, il primo per la home ed il secondo per il sistema?
        Grazie

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        • Ciao. Timeshift sarebbe per lo stato del sistema soltanto. Non a caso non include /home. È bene separare il contenuto di questa cartella e Strumento di backup salva i dati ma non le configurazioni. Nel manuale e nel mega tutorial sull’uso di Linux per lavoro ne parlo.

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  5. Ciao Dario e complimenti per la recensione, davvero interessante.
    Concordo con quello che hai scritto, ho provato diverse volte ubuntu ma, alla fine, l’ho sempre disinstallato dopo poco.
    A parità di macchina, mint, è sempre stato più reattivo e trovare dei collegamenti diretti ad aziende (amazon, ad esempio) già dal sistema operativo non l’ho gradito.
    Una cosa che devo riconoscere ad Ubuntu, e che mi piace tanto, e la parte grafica del sistema (ma immagino anche che sia abbastanza pesante da gestire). Certo, la scelta di Mint di essere molto minimal esteticamente è bella, ma tende ad essere monotona (anche se i cambiamenti della 21.2 gli hanno dato una bella svecchiata).
    Per il resto, Mint, è il mio sistema operativo principale sul portatile del lavoro ormai da anni e funziona alla grande almeno 10 ore al giorno, tutti i giorni, ho installato una sopra l’altro tutti gli aggiornamenti (dalla versione 19 in poi) e non ha mai avuto un problema che sia uno.

    Luca

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    • Ciao Luca, per me stessa esperienza. Scarico sempre Ubuntu e la versione MATE per provarle ma resto dell’idea che non ci sia il mio sistema tra quelle edizioni.
      Non fu bella la storia della vendita dei dati delle ricerche ad Amazon, la citerò. Comprendo la tua idea sui limiti di Cinnamon e hai ragione. Altri ambienti sono superiori… Ma vengono da team che lavorano solo su quelli, proprio come per l’edizione principale di Ubuntu.
      E anche per me vale l’esperienza della adozione totale di Mint dalla 19! Ciao!

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  6. Ciao Dario

    Come al solito, eccellente articolo.

    Concordo con Umberto, riguardo una ISO minimale, solo App di Sistema e Firefox,
    poi se voglio aggiungere altre App, c’è Gestore Applicazioni.

    Ciao.

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    • Io penso sia una buona idea ma andrebbe comunque affiancata ad una ISO completa perché l’utilizzo in Live non è da sottovalutare.

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  7. grazie per il solito interessante articolo.
    personalmente ritengo che sia ubuntu che usavo un tempo sia Mint (che uso dalla 19) siano in costante peggioramento, ad ogni release trovo nuovi problemini. Sul pc di backup sono passato dalla versione LDME a debian 12 minimal e al di là dello sbattimento iniziale per installare un po’ di sw già presente in mint, devo dire che ho trovato grandissimi miglioramenti. Per il pc ufficiale aspetto LDME 6 ma penso proprio che porterò anche questo a debian. alla fine mint è una derivata di una derivata di mamma debian, no ?

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    • Ciao Gianni, grazie a te. La mia esperienza con Mint è stata deludente fino alla 19.3 poi ho sempre trovato migliorie ma con Ubuntu siamo d’accordo.
      Ora che Debian ha semplificato l’installazione e applicazione di driver, direi che c’è sempre meno bisogno di derivate. Ma l’applicazione di driver, l’aggiornamento delle origini software e tanti altri aspetti restano più facili in Ubuntu o derivate. Oppure con MX Linux. LMDE 6 “Faye”, con i pacchetti di Debian 12 sarà una bomba!

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  8. Ciao Dario, complimenti della recensione …….che capita per me a proposito. Sono un utilizzatore da circa 15 gg. di Ubuntu Cinnamont, mio malgrado, e ti spiego il motivo. Ho sempre utilizzato Linux Mint sul mio computer desktop vecchio di 16 anni, che però uso ancora perchè Mint l’ha fatto rinascere. Ma ho comprato, 15 gg fa, anche un portatile Acer in offerta all’Unieuro, e dotato di 16 GB di RAM nell’eventualità in futuro che mi si guastasse il vecchio computer. Purtroppo non sono riuscito ad installare Mint poichè non mi riconosceva la scheda di rete Wireless e dava problemi con le periferiche Bluetooth. Allora, un pò demoralizzato, perchè ero un accanito sostenitore di Linux Mint per la sua semplicità e snellezza mi sono ripiegato su Ubuntu per risolvere il problema del mancato riconoscimento della scheda Wireless. Ho provato le distro che più si avvicinassero come grafica a Mint, quindi ho installato Ubuntu Mate. Non male visto che mi riconosceva la scheda wireless e, inoltre, concordo con te, la grafica era carina. Ho provato anche Kubuntu che non era male………ma alla fine sono arrivato ad installare Ubuntu Cinnamont, anche per il fatto che vedevo una similitudine con il nome Linux Mint Cinnamont. Mi era apparso pesante nell’installazione e stavo quasi per desistere ed installare Ubuntu Mate come scelta definitiva. Ma poi alla fine mi sono detto: proviamo a installarlo per prova su una SSD esterna al portatile Acer. Bene, una volta installato mi sono trovato in un ambiente molto simile a Linux Mint, se non quasi uguale, e saprattutto dopo avere installato il tema che usavo anche su Linux Mint. Su Ubuntu Cinnamont funziona tutto…….perfino i dispositivi Bluetooth funzionano alla perfezione e che davano problemi perfino su Windows 11. Certo….rimpiango Mint……perchè Ubuntu Cinnamont non è certo snello, il settaggio mi sembra un pò dispersivo, lo snap store che sarebbe l’equivalente del gestore applicazioni è lento e poco descrittivo delle applicazioni. E tra l’altro, queste ultime, hanno nomi estranei rispetto alle applicazioni di Mint. La grafica però è molto curata e quindi alla fine terrò questa distro come male minore. Buona giornata

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    • Ciao Giovanni, grazie per la lettura ed il commento. Bene che l’ambiente familiare di Mint ti torni utile con Ubuntu. Evidentemente un kernel più recente di quello attuale di Mint serve a far funzionare tutto nel tuo nuovo PC. Succede. E almeno in questo tipo di aspetto Ubuntu con la sua corsa all’aggiornamento, favorisce le situazioni come la tua.

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  9. Ciao Dario

    Ieri ho installato Ubuntu Cinnamon, in Macchina virtuale Virtualbox, per provarlo,
    installato aggiornato e aggiunto ( Gufw / Sweeper / Stacer / Firejail ) purtroppo
    Firejail non funziona da terminale con Ubuntu Cinnamon, essendo tardi ho rinviato
    ad oggi eventuali configurazioni e test.

    Ma purtroppo non è possibile eseguire alcuna prova, perchè appena si accede con la password
    dopo circa 15 secondi ritorna alla schermata di accesso, e cosi all’infinito, vedi screenshot:

    https://imgur.com/9kjGCdl

    https://imgur.com/d5QQn68

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    • Ciao Gianpietro, i c.d. login loop possono avere differenti cause. Vedrai che una ricerca ubuntu login loop dovrebbe fornirti soluzioni.

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  10. Ciao Dario………volevo aggiungere ulteriori note dopo un uso intenso di Ubuntu Cinnamont. In effetti con il nuovo kernel 6.2 tutti i dispositivi funzionano perfettamente a differenza di Linux Mint. Ma non è tutto oro quel che luccica!!!! Per fare funzionare il lettore Bit4id NFC con la carta d’identità CIE, ad esempio, ho dovuto disinstallare Firefox snap, presente di default, ed installare quello normale……… altrimenti non carica i certificati. E quindi ora funziona. Inoltre si presentano numerosi bug: sia nelle applicazioni e spesso durante gli aggiornamenti. Questi ultimi sono molto frequenti in confronto a Mint, ma alcune volte il sistema non si riavvia e occorre spegnere il computer manualmente. Ho inviato a Canonical molte volte i crash di sistema con la speranza che in futuro li correggano. Spero solo che Mint aggiunga un Kernel più nuovo alla sua versione per ritornare alla mia distro preferita. Buon lavoro.

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    • Ciao Giovanni, grazie mille per il resoconto! Non avevo provato il lettore smart card con Firefox snap!
      Mint adotta il kernel rilasciato con la sua base Ubuntu LTS. In certi momenti sente il segno del tempo. Ma puoi applicare subito un kernel 6.2.
      LMDE 6, in corso di rilascio definitivo, adotta subito il 6.1. L’estate prossima avremo Mint 22 forse con il 6.5.

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