Recensione Debian 12 Bookworm

La mia recensione di Debian 12 Bookworm. Dopo un consueto paio di anni il progetto Debian rilascia la nuova versione del sistema operativo universale. Vediamo novità, i miei test e alcune considerazioni per cosa sia adatto e per chi.

Introduzione

Lasciami subito dire che ho già parlato di Debian approfonditamente in occasione del rilascio della versione 11. Ti invito a dare all’articolo blog o al video un’occhiata se vuoi conoscere la filosofia che ruota attorno al progetto, le differenze tra le versioni stable, testing, unstable oppure tra free e non free. Trovi indicazioni per scaricare la versione più adatta ad un principiante, una breve guida all’installazione, dettagli per configurare aggiornamenti, installare di driver proprietari per schede Nvidia e programmi più nuovi, per colmare un po’ l’assenza delle semplificazioni presenti in altre derivazioni di Debian.

Kernel, ciclo di vita e novità nei pacchetti

Ho già trattato diversi aspetti pertinenti nell’articolo Breve storia di Linux e in Come orientarsi tra le distribuzioni Linux. Di questi ultimi argomenti e molto più parlo anche nel mio ebook, Un pinguino sulla scrivania.

Ebbene, dopo circa due anni dal rilascio di Debian 11 e dopo altrettanti anni di lavoro, Debian 12 Bookworm passa dalla sezione testing degli archivi e diventa la nuova versione stable.

E Debian 13 Trixie diventa la nuova testing. Il nome è sempre preso da uno dei personaggi di Toy Story, film Disney preferito da Bruce Perens, leader storico del progetto Debian che ha lavorato anche per Pixar.

Meno male che il suo film Disney preferito non è
Biancaneve e i sette nani 🙂

Guarda il video su YouTube

Dove trovare info su Debian 12 Bookworm

Per informarsi su Debian, come sempre, consiglio di partire dalle superbe Debian FAQ e dalle Note di rilascio dell’ultima versione. Sia per comprendere in quante lingue e formati questa sia disponibile, sia ,soprattutto, il livello di tale documentazione. Che è solo un assaggio della enorme quantità di documentazione prodotta, aggiornata e tradotta in tante lingue, che gli utenti Debian sono abituati a consultare.

debian faq screenshot
Le Debian FAQ in italiano

Le novità attese di qualunque nuova versione di Debian GNU/Linux sono certamente una versione più nuova del kernel Linux e l’aggiornamento dei pacchetti software, dei programmi, che sono resi compatibili nei repository: gli archivi ufficiali del sistema e dei programmi testati installati e installabili. Ogni nuova versione rappresenta un balzo di un paio di anni in avanti quanto a supporto per hardware più recente e altre novità.

Debian 12 Bookworm sceglie un recente kernel 6.1, dotato di supporto a lungo termine fino al 2027. Tra le maggiori novità di questo kernel, l’estensione del supporto per più recenti architetture Intel e AMD e tantissime altre periferiche dalle stampanti alle schede di rete; il supporto iniziale per il linguaggio di programmazione Rust e notevoli miglioramenti di performance nella gestione di differenti file system.

Programmi più nuovi

Quanto ai pacchetti, da Debian informano che negli archivi si troveranno oltre 11.000 pacchetti completamente nuovi. Oltre 43.000 pacchetti di Debian 11 sono stati aggiornati (circa il 67%) ed ora, nei repository risultano oltre 64.000 pacchetti software per oltre 360 GB di dati in totale.

Tra i programmi rinnovati troviamo ad esempio

LibreOffice 7.4.4
Firefox 102.9 ESR
GIMP 2.10.32
PHP 8.2
Python 3.11+
Samba 4.17

Schermata di LibreOffice 7.4 in Debian 12
Schermata di LibreOffice 7.4 in Debian 12 Cinnamon

Molto importante segnalare che oltre 6 mila pacchetti (circa il 10% di quelli usati da Debian 11 Bullseye) sarebbero stati completamente rimossi e marcati come obsoleti. Questa è una situazione che gli utenti di Debian 11 devono valutare con attenzione seguendo la documentazione ufficiale in fase di aggiornamento. È evidente che la rimozione di pacchetti non più presenti può creare problemi.

Ciclo di vita e supporto

Quanto alla durata del supporto cioè di aggiornamenti di sicurezza, Debian, nella pagina in formativa sui rilasci, specifica che “Debian annuncia il nuovo rilascio stabile a cadenza regolare. Gli utenti possono aspettarsi di avere 3 anni di supporto completo per ciascun rilascio oltre 2 anni di supporto LTS aggiuntivo.

Quando una versione è superata da altra nuova, i suoi pacchetti vengono messi nella sezione chiamata oldstable degli archivi, per tutto il tempo in cui continuerà a ricevere aggiornamenti. Successivamente viene archiviata.

Ancora nelle pagine del sito Debian si legge “Quando viene rilasciata una nuova versione stable, il team di sicurezza di solito si occupa della versione precedente per circa un anno, mentre si occupa anche della versione nuova/attuale“.

Ad oggi, con il supporto LTS per Debian, sarà supportata ancora fino al luglio 2024 Debian 10 Buster e fino ad estate 2026 Debian 11 Bullseye (vedi https://wiki.debian.org/it/LTS).

Free e non free per i nuovi utenti

Oltre ad un kernel e programmi più aggiornati di un paio di anni, l’altra maggiore novità di Debian 12 rispetto al passato è la disponibilità di software sia free che non free in tutte le immagini ISO scaricabili per installare il sistema operativo. O meglio c’è una riorganizzazione della parte non-free dell’archivio.

Nella recensione di Debian 11 avevo sottolineato come Debian non fosse rivolto a nuovi utenti Linux provenienti da Windows o MacOS. Specialmente perché veniva suggerita automaticamente per il download una versione priva di qualunque pacchetto software non open-source. Con la conseguenza pratica di dover affrontare spesso il mancato funzionamento del touchpad nei portatili, del WiFi o del Bluetooth o di schede grafiche NVIDIA. Oltre l’impossibilità di gestire formati audio e video prima di installare specifici c.d. codec come MP3 e DivX, che sono gratuiti ma non open-source.

Nella recensione suggerivo il percorso migliore per una versione che includesse già uno degli ambienti desktop disponibili e codec e driver proprietari. Per garantire massima compatibilità hardware senza alcun intervento. E la riproduzione di formati audio e video popolari. Sacrificando un po’ di purezza di intenti ma ampliando a dismisura il numero di computer e periferiche hardware funzionanti con il sistema operativo. E colmare le differenze con Ubuntu o altre derivate in termini di immediatezza già a fine installazione.

Debian 12 quindi, sia nelle immagini ISO già previste di un ambiente desktop e la dotazione predefinita di programmi, sia nella ISO minima e installazione via internet, permetterà l’installazione del sistema sia con solo software libero che con driver hardware proprietari, non liberi e non open-source, ma non altri software non open.

Nuova sezione non-free-firmware

La nuova gestione del sistema di distribuzione va di pari passo con l’introduzione di una nuova sezione non-free-firmware nei repository, ad affiancare la già presente sezione non-free. Si tratta di una rilevante riorganizzazione degli archivi. Molti pacchetti di driver hardware proprietari sono stati spostati nella nuova sezione, mentre nella precedente resteranno solo altri pacchetti non free, codec multimediali ed altro.

Finora infatti gli archivi integrabili nel sistema di gestione del repository erano main, quello principale, che rispetta fedelmente i principi del software libero ed è l’unico indispensabile per far funzionare il sistema operativo; contrib con software che rispetta i principi open-source ma dipende da pacchetti non presenti in main e spesso in non-free, il contenitore di software non libero e non open-source tra cui driver proprietari di periferiche hardware, codec multimediali ed altri pacchetti non distribuibili con le ISO per ragioni di chiusure di proprietà intellettuale che costringerebbero l’utente a pagarne le licenze.

Adesso si aggiunge la distinzione tra driver hardware e altri software proprietari che permette di non abilitare le sezioni contrib e non-free degli archivi tra le fonti software, senza sacrificare compatibilità hardware per chi ne abbia necessità. La netta separazione rende possibile distribuire immagini di installazione ufficiali con pacchetti da main e non-free-firmware, senza contrib o non-free.

Gestione fonti software Debian 12
Gestione fonti software Debian 12

Riflessi della riorganizzazione si trovano in APT 2.6, uno dei caratteristici gestori di pacchetti Debian, che suggerirà anche aggiornamenti di pacchetti non free e firmware non free.

Se sei utente che aggiorna da Debian 11 ed hai installati driver proprietari, nella documentazione tradotta, troverai l’indicazione di aggiungere la nuova sezione al file sources.list in /etc.

Pipewire con GNOME 43

Un’altra novità risiede nel fatto che, nell’edizione GNOME, Debian 12 adotterà come server audio predefinito Pipewire in sostituzione del datato e limitato Pulseaudio. Questo è un aspetto che, pur nella sua proverbiale lentezza, mette Debian 12 al passo di distribuzioni GNU/Linux come Fedora o Ubuntu per portate innovative. Così come è stato per il ricorso predefinito al server grafico Wayland a partire dal rilascio di Debian 10.

Edizioni e ambienti desktop

Quanto allo scaricamento, Debian suggerisce automaticamente il file minimo con installazione via internet per PC a 64-bit. Sta in un CD-ROM ed è di poco superiore a 700 MB. Ma si può anche crearci una chiavetta USB avviabile. Un sistema grafico permette di selezionare l’ambiente desktop desiderato e l’installazione di tutti i file, compresi quelli per completare tutte le traduzioni nella propria lingua.

Altrimenti, sia per PC a 64-bit che per quelli, ricordiamolo, a 32-bit che Debian 12 supporta ancora, si ricorre ancora alle c.d. immagini ISO Live ibride, già predisposte singolarmente con ciascuno degli ambienti desktop disponibili e tutti i programmi previsti nell’installazione base.

Le differenze sono nette: nel primo caso il file ISO è minimo ed ogni installazione scarica centinaia di MB a seconda delle opzioni. La seconda permette l’esecuzione via USB, non solo dell’installazione del sistema operativo ma anche della sua messa alla prova. Le sessioni Live permettono infatti di provare il sistema operativo completo senza toccare l’hard-disk e l’installazione di altro sistema operativo perché la sessione viene caricata temporaneamente e fino a spegnimento nella sola memoria RAM del computer.

Una chiavetta da cui poter eseguire operazioni di riparazione di installazione o recupero dati o partizionamenti di dischi torna sempre molto utile ma si dovranno scaricare dai 3 ai 4 GB di dati a seconda dell’edizione selezionata.

Gli ambienti desktop disponibili sono

Cinnamon 5.6, GNOME 43, KDE Plasma 5.27, LXDE 11, LXQt 1.2, MATE 1.26, Xfce 4.18.

Schermata di Debian 12 GNOME
Schermata di Debian 12 GNOME

Installazione

Ho scaricato ed installato la edizione Cinnamon e e anche installato l’edizione GNOME partendo dalla ISO con installazione di rete. L’opzione predefinita offerta dalla homepage del progetto Debian, è quella del file ISO per l’installazione tramite rete e suggerendo come predefinito lo storico ambiente desktop GNOME.

Il sistema di installazione di rete di Debian 12
Il sistema di installazione di rete di Debian 12

Entrambe prevedono ulteriori migliorie a Calamares, il programma di installazione di Debian. La semplicità si avvicina a quella di distro c.d. facili come Ubuntu ed altre.

Calamares è in grado di rilevare la presenza anche di Windows 11 oltre alle precedenti versioni di Windows, fornendo un’opzione per il dual boot, un avvio scelto dell’uno o l’altro sistema operativo, affiancati nel computer. Ovviamente puoi anche cancellare il disco o effettuare manualmente le partizioni.

Il programma rileva anche la presenza di molteplici sistemi operativi se c’è già un multi-boot. Ed in tal caso, oltre alla cancellazione del disco, permette la sostituzione di uno di essi con Debian mantenendo ed aggiornando il menu per il boot.

cChermata di partizionamento nell'installazione di Debian 12
cChermata di partizionamento nell’installazione di Debian 12

Si può intervenire sul ridimensionamento di partizioni esistenti in modo molto intuitivo e con chiare indicazioni su ciò che sta avvenendo.

Ma ovviamente, talvolta Debian è destinato a server che si controllano in sicurezza da remoto, trovi opzioni apposite nell’installazione via internet e c’è quindi anche un classico installatore da terminale.

Prime impressioni

Sia l’edizione GNOME che quella Cinnamon si comportano bene anche in un PC con quad-core, 4 GB di RAM e SSD, ancora meglio nei miei computer più performanti. Con l’installazione automatica dell’edizione Cinnamon viene creato un file swap da 9 GB nel PC con 4 GB di RAM.

Ovviamente l’impegno di RAM dipende molto anche dall’ambiente desktop adottato. Ho trovato le edizioni Cinnamon e GNOME impegnare circa 1,5 GB di RAM con un monitor fullhd da gestire. Per maggiore leggerezza è consigliabile l’ambiente Xfce oppure, meglio, quello Lxqt, scelta quasi obbligata per computer a 32-bit.

La dotazione di programmi contiene l’indispensabile. Oltre alla versione 102.11 di Firefox nella edizione ESR con supporto esteso, nella edizione GNOME trovo Evolution per l’agenda e le email ma l’edizione Cinnamon non è rilasciata con alcun client di posta.

Si trovano comunque LibreOffice nella versione 7.4.4, Rhythmbox per la musica, il riproduttore video, visualizzatore di documenti, di foto e shotwell per organizzarle. Desktop remoto, torrent, giochi ed altri programmi un po’ retrò come quello per masterizzare o estrarre musica da CD.

Ovviamente si può installare software aggiuntivo dal suo centro software grafico o con il gestore Pacchetti Synaptic se non con terminale. Ma ci sono anche tanti programmi apprezzati per Linux che non trovi nei repository.

Il centro software grafico di Debian 12
Il centro software grafico di Debian 12

E sempre a rispondere alla critica di indisponibilità di software aggiornato in Debian e per informare tutti gli altri, ricordo che si può integrare Flathub in Debian anche se io non apprezzo molto flatpak. Ho spiegato come fare nella recensione/tutorial su Debian 11.

Ma soprattutto AppImage, formato che io adoro e che consente di usare qualunque versione di qualunque programma per Linux, senza installazione e senza la minima preoccupazione. Anzi, di usarne addirittura diverse versioni contemporaneamente.

Le mie considerazioni su Debian 12

A questa parte dell’articolo riservo alcune mie considerazioni.

Debian non è in competizione con altri sistemi operativi. Di rado è così quando si parla di Linux. Ha già molti utenti molto soddisfatti, specie tra i programmatori che talvolta non optano per Arch nel PC dove sia richiesta affidabilità senza perdite di tempo alla disponibilità di novità.

Debian è vecchia e lenta

Debian attira commenti, talvolta superficiali per cui essa sia lenta, vecchia, inadeguata. Siamo tutti d’accordo che sia più facile scegliere qualcosa di diverso da Debian come Fedora o una Arch per conoscere e provare le ultime novità e versioni di programmi in Linux.

Debian sa e ammette che i pacchetti della stable sono datati (peraltro dipende da quando sono rilasciati), ma anche che essa non è destinata al PC di un utente, ma a server e situazioni in cui il computer non solo non viene mai spento ma nemmeno riavviato e resta in esercizio 24 ore su 24.

In questi casi, la disponibilità di Gimp o LibreOffice più nuovi o il supporto per una nuova scheda video, è del tutto irrilevante. Un monitor e una scheda video nemmeno ci sono.

La documentazione Debian garantisce che il codice di ogni pacchetto della stable è stato, cito testualmente, “testato per diritto e per rovescio” e può essere considerato totalmente privo di bug e falle di sicurezza. Le altre non sono così testate.

Cito ancora la documentazione: “Di solito le persone che lavorano su una singola macchina desktop preferiscono avere l’insieme di pacchetti più recente e moderno. Unstable è la soluzione adatta per loro.

Per chi e per chi no

Perché scegliere o non scegliere Debian piuttosto che Ubuntu o altre distro facili derivate nel proprio PC allora? Tanto per cominciare ciascuno ha il suo pensiero su purezza o contaminazione.

Poi, la comunità Debian, dagli anni 90 del secolo scorso, fa un enorme lavoro per distribuire un sistema operativo universale: il PC è infatti una delle numerose tipologie di apparecchiature elettroniche in cui Debian può girare. Da server e data center per passare attraverso smartphone, tablet, netbook, consolle da gioco ed altri dispositivi.

Ubuntu, MX Linux, Linux Mint Debian Edition, Deepin sono tutti prodotti del nuovo millennio sulla base di questo storico sistema operativo open-source completo. Queste si si sono specializzate unicamente sull’esperienza desktop aggiungendo qualcosa a Debian in termini di semplificazione, e proponendo sistemi operativi alternativi a quelli commerciali molto semplici da avvicinare anche per utenti senza esperienza Linux.

Con Ubuntu o una derivata anche non ufficiale di Ubuntu come Mint, certe operazioni di configurazione e gestione si compiono interagendo con finestre, bottoni, interruttori, menu. L’utente può permettersi di non comprendere ciò che avviene dietro le quinte. Che però è sempre stato il meccanismo effettivo di gestione. In Debian si dovrà quindi aver voglia di studiare, ampliare le proprie conoscenze e comprendere meccanismi sempre ottimamente documentati.

Ubuntu e lo stuolo di altre distro molto apprezzate su macchine desktop si sono proposte per la prima volta al pubblico inesperto di Linux anni dopo il 2000, semplificando ulteriormente installazione, configurazione, controllo aggiornamenti, l’installazione di programmi e la loro quantità disponibile.

Queste hanno ancora certamente il loro scopo valido e differente da Debian, che resta, per altri aspetti, più complessa da gestire e non per tutti i livelli di informatizzazione.

Ma la conoscenza dei meccanismi è l’obbiettivo di molti utenti che scelgono Debian dopo Ubuntu o altre derivate, quando si sentono di esplorare ancora e lo fanno sempre con grande soddisfazione. E ne ho tantissime conferme da chi mi segue nel blog e su YouTube.

Conclusioni

Debian 12 sarà la base di Ubuntu 23.04 LTS e di Linux Mint 22 e influenzerà molto un’ampia famiglia di distribuzioni tra cui Ubuntu e derivate, Linux Mint, MX Linux, Pop_OS!, elementary OS, Zorin OS, Linux Lite solo per citarne alcune.

Concludo citando quando mi chiedono se un programma o sistema operativo sia migliore di un altro. Non esiste un migliore se non in base alle esigenze personali e alle caratteristiche del computer. Uno degli aspetti però che lega un utente Linux a questa o quella distribuzione spesso però è un criterio personalissimo: la simpatia. Non solo per il sistema operativo ma anche per la filosofia che vi ruota attorno. Su questo non si possono accettare né richiedere consigli ma si deve farsi un’idea propria dopo averne provate! Quelli che sono felicissimi di Debian, come primo sistema desktop Linux oppure no, sono tantissimi e sono tutt’altro che fessi.

Grazie per la lettura e a presto anche per le recensioni di Mint 21.2 e LMDE 6 la cui uscita è prevista tra fine luglio e primi di agosto.

Diffondi la conoscenza!

23 commenti su “Recensione Debian 12 Bookworm”

    • Se intende “Riconoscere bsd per aggiungerlo come sistema multiboot”, la risposta è ” quasi sicuramente”: nel lontano 2002-2003 sul mio pc erano presenti linux debian, windows xp e freebsd tutti sullo stesso hard disk configurati in multiboot gestito dal bootloader di debian

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  1. Articolo interessante come sempre, tra l’altro, non sapevo che avessero posticipato l’uscita di Mint 21.2 e di Lmde6, ero rimasto alla fine di giugno di quest’anno…..

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    • Ciao Alessandro, grazie. Non c’è mai una data, ci si basa su ciò che avviene di solito. E le notizie mensili ufficiali. Lo sviluppo era finito a fine maggio, la beta l’ho installata il 20 giugno e di solito passano due settimane. Ma ufficialmente si parlava dell’estate, che tra l’uscita di Victoria e LMDE sarebbe stato necessario fino ad un mese ma che in mezzo sarebbe stata rilasciata una versione Edge di Mint 21.2 Cinnamon con kernel (per ora) 5.19

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  2. ciao,
    sempre esaustive le tue disamine dario, è vero la distro è una scelta imponderabile e personalistica per gli altri e per te utente è frutto del tuo essere sui generis: aspetto con ansia lmde perchè la reputo il meglio per le mio computer.
    Saluti Dario

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    • Ciao Mario, ti ringrazio tanto. LMDE non fa concorrenza alle edizioni su base Ubuntu e, se non fosse per la dimestichezza e semplicità superiori della Cinnamon e per il senso del dovere di tenermi l’ammiraglia, anche io sarei sicuramente su LMDE.

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  3. Piccolo appunto per un refuso: trixie non divenda sid, sid è sempre il ramo unstable, è il ramo testing che diventa trixie, cioè il giorno del rilascio trixie e bookworm (se così possimo dire) coincidono e trixie linka al ramo testing. Lo so, è un casino.

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    • Grazie Fabrizio, grande garbo. Mentre giravo il video mi sono accorto dell’errore nel testo ed ho poi dimenticato di modificarlo! Ti sono davvero grato. Ciao

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  4. Ciao Dario

    Ottima recensione, come sempre.

    Provato in Laboratorio, Pc ( Lenovo ThinkCentre Edge / Intel Core i5-3470 CPU 2.90 GHz x 4 / Ram 8 GB /
    Disco Seagate Barracuda HDD 500 GB 7200 rpm ).

    Screenshot, link:

    https://imgur.com/Otksa7n

    https://imgur.com/YaSIWur

    https://imgur.com/y863C0x

    https://imgur.com/WogYNNX

    https://imgur.com/N7PQyWa

    https://imgur.com/L9wCGST

    https://imgur.com/9tvZTyu

    ⚠️
    Disinstallati 41 programmi e installati 5 programmi.

    Disinstallazione tramite ( Software e Synaptic )

    Installazione tramite ( Software / Terminale / Internet )

    ⚠️
    Purtroppo la Disinstallazione, è molto laboriosa e richiede diverso tempo,al termine dell’operazione
    viene indicato un errore dove non è stato possibile rimuovere il programma selezionato, ma è un
    falso positivo, perchè in realtà il programma è stato rimosso, screenshot:

    https://imgur.com/dNTwBI0

    ⚠️
    L’audio funziona, ma non è possibile effettuare modifiche, anche il Test Audio non funziona.

    ⚠️
    Mentre con Linux Mint 21.1, l’audio le modifiche e il test funzionano senza problemi.

    Ciao.

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    • Ciao Gianpietro! Ma grazie per il tuo dettagliato articolo (più che commento)!
      Mi fa piacere conoscere questa esperienza e spero possa risultare utile anche ai lettori. Ciao

      Rispondi
  5. Buon giorno, seguo con piacere le rubriche del canale. Belle, esaurienti ed interessanti. Premetto che smanetto da quando si sono diffusi i primi PC , quindi non sono alle prime armi. Pongo quindi un quesito. Ho predisposto una pendrive con piu sistemi operativi che installo all’occorenza o semplicemente per provarli. Al riguardo ho predisposto piu slitte con vari SSD ove installo i sistemi operativi. Quindi, una per Win 10, una per Win 11 ed altro due per Linux. Esse vengono sostituite a seconda del sistema prescelto. La cosa strana è che quando installo un sistema linux per la prima volta su una ssd e poi tento di reinstallarlo, perche si blocca oppure per provare un secondo sistema, previa totale cancellazione del precedente, la nuova installazione fallisce perche non riesce a creare il file sistem. Cio avviene solo con Linux in quanto con windows si installa tutto regolarmete e sugli stessi SSD. Come mai succede tutto questo? Attendo con ansia una risposta. Grazie e complimenti per il canale.

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    • Grazie Nicola. Però io non ho capito bene lo scenario e non so rispondere alla sua domanda perché è evidentemente la complessa (troppo?) configurazione hardware. Se tiene traccia dell’errore preciso che riceve, può provare a chiedere nel forum della sua distribuzione. Qui sono solo io e le mie competenze sono assai limitate. Un saluto cordiale

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  6. Non sono d’accordo su alcuni punti generali.
    Primo, non esiste nessun SO “facile da usare” nel senso del marketing, cioè che l’utente possa fare le sue cose senza dovere imparare niente, senza che gli venga chiesto niente, eccetera. Questa balla periodicamente viene ri-venduta, per esempio la istanza ennesima attuale è quella della “Intelligenza Artificiale” che dovrebbe usare l’aggeggio al posto tuo. Il fatto è che anche nella migliore delle ipotesi, prima o poi, per la complicazione di tutta la faccenda e la interazione tra pasticci incongruenti, l’utente va a sbattere su qualcosa di insolito o di imprevisto, si apre magari una finestrella che gli chiede cosa vuole fare e se l’utente la ignora, può succedere di tutto, dall’installazione di un update che scassa qualcosa alla piallatura di tutti i dati. Non solo ci sono “n” mila “utilities” che vendono all’utente la prevenzione e/o correzione automatica di problemi veri e presunti ma c’è gente che campa di assistenza, proprio perché gli inguacchi capitano normalmente e la gente non sa come uscirne.
    Ubuntu non è affatto “più facile” di Debian in una configurazione qualsiasi che abbia una interfaccia grafica, perché Gnome è Gnome di qui e di la e Ubuntu aggiunge solo fischietti e campanelli. Nella mia esperienza Ubuntu è estremamente più bacato di Debian, dove per bacato si intende che da una versione all’altra non funziona più la scheda grafica o la scheda di rete, non proprio dettagli. Comprese, tragicamente, anche le versioni LTS, che poi già questo concetto non facilita certo l’utente, cioè che Ubuntu LTS corrisponda a qualche istantanea di Debian Testing e Ubuntu intermedio corrisponde in pratica a Debian Unstable.
    Secondo, Debian non soffre del fatto che i pacchetti non passano di versione per anni, quanto del fatto che il “feeling” è quello di un prodotto amatoriale, approssimativo, non rifinito. Faccio un esempio banale. Installazione nuova di Debian, installazione nuova di Fedora, attacchi la stampante USB, Debian ti dice che mancano i driver, Fedora installa automaticamente la stampante. I driver sono più o meno gli stessi, nel nostro caso bisogna usare i “gutenprint”, solo che Debian non solo non lo fa automaticamente, non ti dice nemmeno cosa ti serve, invece apre una finestrella dove fa finta di cercare i driver e poi ovviamente, siccome tu non sai che driver cercare e dove cercarlo, fallisce o produce una configurazione sbagliata perché lo strumento non è impostato per raggiungere i pacchetti che servono. Il fatto che l’utente debba andare a cercare sulla documentazione e sbattersi per capire dove sia il problema e risolverlo non dipende da una filosofia ma dal fatto che Debian è tirato via, cosa che si nota d’acchito per qualsiasi cosa, dal fatto che i font facciano cacare allo sfondo triste passando dalla presenza nella istallazione base di cose inutili e tanto “anni ottanta” come il solitario. Certo, tanto di cappello a gente che si presta gratuitamente a perfezionare e rilasciare Debian. Tuttavia se io dovessi decidere se una release si può rilasciare oppure no, direi a chi se ne occupa DI COPIARE, una cosa che fa ridere anche con Ubuntu, che da sempre ri-inventa la ruota per poi fare marcia indietro. Tornando a sopra, vedo come fa Fedora per le stampanti, lo copio uguale. Perché sputare fuori un prodotto palesemente inferiore che da i calci nelle palle agli utenti senza motivo? Ci sono “n” mila guide alla personalizzazione di Debian, anni e anni e strati e strati, perché non copiare anche quelle e perfezionare Debian invece di darlo via mezzo crudo e poi dire all’utente “si Debian fa cacare, vai a guardare la guida”?.

    Per le mie prove, Fedora è molto meno bacato di Ubuntu e più facile di OpenSuse. Scusate se bestemmio in chiesa ma Mint è fuori discussione per via di Wayland. Il guaio di Gnome si è abbastanza ridimensionato con il “restyling” che ha cambiato un po’ le modalità di uso, ci si abitua e alla fine, giustamente, lo scopo è aprire e chiudere i programmi, non guardare quanto è figo lo sfondo del desktop. A me piacerebbe usare Debian ma lo trovo deprimente per i motivi di cui sopra.

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    • Ciao, scusa il ritardo e grazie per il tuo tempo! Concordo su diversi aspetti, specialmente sui problemi di Ubuntu che mira alla sostituzione hardware come Windows e ti lascia a piedi tra versioni. Non comprendo proprio OpenSuse ad oggi e sono d’accordo che Fedora sia più semplice.
      Ti informo che il team di Mint ha già cominciato a lavorare su Wayland ma credo solo per Mint 23 perché per dicembre le novità della 21.3 saranno poche.
      Prima vogliono modificare il modo in cui realizzano le ISO per non dipendere dai problemi con secure-boot di Ubuntu.

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      • La ragione per scegliere Mint a suo tempo era che nessuno sopportava Gnome 3 con la sua metafora da touchscreen al posto della solita scrivania e i menu. Tranne i fanboy di Gnome, tutti gli altri in quel periodo hanno usato XFCE, Mate e Cinnamon, se volevano rimanere con GTK.
        Oppure usavano KDE.

        Me compreso, ovviamente.

        Per il resto Mint è una derivata di Ubuntu, magari un po’ più rifinita ma che comunque si porta dietro i difetti di Ubuntu. Inoltre se escludiamo le distro che sono finanziate da aziende come Redhat, Suse, Canonical, le altre hanno dietro un team ridotto, se non addirittura una sola persona. Il che a sua volta comporta una qualità amatoriale e la possibilità che la distro venga abbandonata quando i responsabili cambiano idea. Che non è un problema se fai “distro hopping” comunque, invece da fastidio se sei già nella fase del minimo sbattimento.

        Quindi, per chi si diverte a sperimentare col software, oppure per chi ha esigenze diverse dal “desktop”, ogni distribuzione ha i suoi pregi e difetti, pensiamo che c’è gente che usa Gentoo, io ci ho provato e mi volevo buttare dalla finestra. Magari per un server ha anche senso usare BSD.

        Però per un “novizio” che viene da Windows o Mac oppure per chi è stufo e vuole un desktop che richiede il meno possibile di attenzione e funziona, secondo me oggi come oggi la soluzione migliore è Fedora. L’unico vero inconveniente sono i codec da installare a parte via RPMFusion e questo è un problema irrimediabile dato il contesto americano che tradizionalmente soffre delle liti legali per i “patent”.

        Fedora è la soluzione migliore per le ragioni citate, cioè che la qualità generale è a livello professionale e che è tutto aggiornato quasi a livello di rolling release. Se si accettano le premesse, cioè le scelte filosofiche generali di Fedora, è una distro estremamente coerente e continua.

        Mint è una distro carina, funziona, curata e tutto ma è una battaglia di retroguardia e reinventare la ruota.

        Non è li che ci sono le risorse economiche, quindi lo sviluppo e quindi la qualità e l’edge tecnologico. Ubuntu – Mint – Cinnamon non sarà mai a livello di Fedora – Gnome. Un po’ come quando leggi nel Wiki di XFCE “non abbiamo le risorse per sviluppare e mantenere un compositor”, compositor che è il requisito per Wayland. Direi che sono abbastanza cavoli.

        E’ ovvio, le risorse, lo sviluppo e l’edge mancano già in Ubuntu, che di fatto segue Redhat – Fedora di malavoglia, senza una idea precisa e senza interesse nel desktop. Ubuntu potrebbe fare concorrenza a Fedora solo se lasciasse GTK – Gnome per diventare la distro “ammiraglia” di QT e KDE. Una cosa che di fatto è già successa con Kubuntu e Neon ma obtorto collo, senza l’intenzione di Canonical.

        Opensuse tradizionalmente ha sempre voluto essere una distro “agnostica” e quindi ti propone lo scibile umano e gli strumenti per metterlo insieme, più o meno. Mentre Fedora ti propone la “workstation” base che è una configurazione Gnome “vanilla” e gli “spin” che sono chiaramente “hai voluto la bicicletta, pedala”. Il risultato è che Opensuse è tutto un casino e fatica a mantenere la qualità perché insieme alla diversità e versatilità ti arrivano tutti i difetti di tutto lo scibile umano. Ancora, Opensuse probabilmente è molto meglio per chi vuole sperimentare col software e per chi ha esigenze diverse dalla configurazione base ma se vuoi una roba che la metti e funziona cosi com’è, Opensuse è al limite. In maniera un po’ suicida mi risulta che Opensuse esista in quattro versioni, la “stabile”, la “rolling”, una nuova “semirolling” che si colloca tra le prime due e una versione “immutabile” in preparazione. Vedi un po’.

        Debian boh. Forse il punto è che anche li mancano le risorse umane. Per esempio, se le persone che sistemano i rilasci di Debian – XFCE lo fanno cercando di spenderci il meno tempo possibile, cercheranno di aggiornare l’aggeggio col minimo di cambiamenti rispetto alla versione precedente. Quindi non proveranno mai a perfezionare Debian – XFCE in modo che assomigli a Xubuntu (ad es.). Perché tanto poi ci sono mille guide e l’utente se lo può fare da se, oppure ci sono tot derivate che esistono solo al fine di perfezionare Debian. E’ un po’ un esercizio di stile e un giretto frustrante.

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  7. Sto giocando un po’ con Debian per differenza con Fedora.

    Pronti via, schermata classica di Grub col conto alla rovescia, che solo quella spaventerebbe il neofita.
    Parte e per prima cosa compaiono tre righe di errore criptico che in sostanza dipendono dal kernel a cui non piace il “safe boot” disabilitato.
    Poi segue la lista dell’output di tutta la sequenza di boot, che forse appare per via dell’errore iniziale, perché non ne vedo altri, nel log c’è un errore systemd circa gnome-keyring.

    Tutta questa roba in Fedora non c’è, si vede solo il logo della distribuzione e l’output si vede con “esc”.

    Adesso la cosa divertente.
    Debian ha tre diverse procedure di installazione, una testuale, una “grafica” e Calamares.
    La cosa surreale è che queste procedure installano o non installano cose diverse, cioè se si installa Debian da “live” usando la procedura “grafica” non si carica il firmware non-free e non funziona il wifi, se si usa Calamares si installa tutto correttamente ma ti trovi con un terminale in lingua thai, un calendario ebraico, la tastiera giapponese e altre cose, per esempio Thunderbird.
    Viceversa, con la procedura “grafica” da “netinstall” si installa il firmware non-free (non vedo opzioni) e non si installano cose più o meno superflue. Non c’è Thunderbird. Inoltre, mentre dopo l’installazione da “live” devi aggiornare il sistema, da “netinstall” è già aggiornato.

    Una volta superati questi aspetti frustranti e inconsistenti, Debian è più comoda di Fedora perché installa tutti i codec e i driver necessari. Però ovviamente è tutto fermo, in Debian c’è Gnome 43 quando Fedora si appresta a distribuire Gnome 45.

    Il resto è uguale, a parte la “macchina virtuale” che in Debian non c’è.
    Devo riprovare con la stampante USB.

    Concludo dicendo che Debian non è adatta al neofita non perché sia difficile ma perché è banalmente fatta male, amatoriale.

    Fedora mi sembra che abbia qualche problema col disco, nel senso che dal rumore sembra che ci sia del “disk trashing” che in Debian non sento.

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    • Io provai la Cinnamon e la netinstall ma non notai l’assenza di firmware non free dalla seconda. Poi ovvio che con la ISO completa installi i pacchetti inclusi e devi aggiornare mentre con la ISO minima scarichi i pacchetti già aggiornati. Nella prima hai un supporto Live che può tornare bene, con la seconda no ma installi qualunque edizione aggiornata.

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  8. Sono un utente debian, (DE Cinnamon) naturalmente ho aggiornato il computer alla versione 12 Bookworm. Tutto bene.
    Le mie conoscenze di linux sono modeste e appena sufficienti. Vorrei installare folder-color su debian 12 per comodità nella ricerca delle cartelle Ho attinto ai repositori di linux mint e lmde, ma dopo numerosi tentativi con altrettante combinazioni di icone non ci sono riuscito. Per favore Dario puoi darmi una mano? Puoi pubblicare una guida a disposizione dei crudi come me? Grazie mille. Fernando

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    • Ciao Fernando, ti ricordo che folder-color è attivo solo sui vecchi temi di Mint 20 (Mint-L) quindi forse, proprio da packages.linuxmint.com, se non li hai integrati, scaricherei e installerei mint-cursor-themes, mint-l-icons, mint-l-theme e infine mint-themes

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  9. Ciao Dario, grazie per i Tuoi consigli, funziona tutto. In ogni caso su un vecchio portatile del 2010 (Acer Aspire 7745G – i5, 8 Gb di RAM) ho installato LMDE. Sono molto soddisfatto anche se mi sembra di aver “tradito” Debian. Sto adoperando LMDE da qualche giorno e non ho trovato nessuna difficoltà anzi ….. alcuni “spigoli” di Debian sono stati eliminati.
    Approffito per chiederTi di dedicare un commento, sul sito al comando TRIM. In giro per la rete in proposito c’è di tutto, ma la fiducia è una cosa seria !:. Preciso che ho applicato tutti i tuoi consigli del post “rendere linux mint più veloce” e “impostazioni iniziali per linux mint” relativamente all’SSD e trovo superfluo scriverTi che funziona tutto anche su Debian 12.
    Un cordialissimo saluto e arrivederci su Alternativa linux.
    Fernando

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    • Ciao Fernando, bene che sei riuscito nell’intento. A me pare che Debian conti molto sulle rifiniture che eventuali derivazioni possano apportare alla sua “spigolosità” nell’esperienza desktop. Sei sempre con APT, Synaptic e dpkg quindi a casa!
      Oggigiorno quasi tutti gli SSD hanno un sistema di “garbage collection” integrato nel firmware. Ma un TRIM settimanale è spesso previsto di default in Mint 21 e LMDE 6 con fstrim.
      Il comando da terminale systemctl status fstrim.timer te ne darà conferma.
      Un saluto cordiale anche a te e a presto!

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