Debian 11.1 Bullseye: il sistema operativo universale

Debian 11.1: il sistema operativo universale. Capostipite delle distribuzioni GNU/Linux. Talvolta è considerata meno semplice di altre per un principiante di Linux. Ma con la nuova versione, chiarito qualche concetto e con indicazioni giuste, potrai avvicinare un sistema operativo gratuito, stabilissimo, sicuro e imparare a conoscere Linux al meglio!

Questa non è una propriamente una recensione. Mi rivolgo al principiante di Linux, spesso attratto da altre distribuzioni, per chiarire alcuni concetti e fornire indicazioni pratiche per incoraggiare la scoperta e la messa alla prova di questo favoloso sistema operativo.

Debian GNU/Linux 11.1 Bullseye è l’ultima versione, rilasciata in ottobre 2021, di uno tra i più longevi ed affidabili OS open-source liberi e completi. Senza Debian non esisterebbero Ubuntu e le sue derivate, Linux Mint, elementary OS solo per citare alcune distribuzioni GNU/Linux popolari basate su Debian.

Schermata della homepage di Debian (dic 2021)

Libero perché Debian non è una azienda con scopo di lucro come Canonical che rilascia Ubuntu. Ma è il risultato dello sforzo di una comunità di oltre 1500 volontari coordinati da collaudate procedure di controllo qualità, per creare un sistema operativo completo, aperto, cioè ispezionabile e modificabile, redistribuibile e ricco di programmi di alta qualità. Free significa libero ma anche gratuito. E stai certo che chi te lo mette a disposizione, non spia ciò che ci fai. Perché trasparenza e rispetto delle tue libertà sono lo scopo stesso di questo sforzo. Per fornirti un’alternativa a sistemi operativi commerciali, di proprietà e di cui non puoi verificare il comportamento.

Hai infatti libertà di scaricare ed installare Debian 11 GNU/Linux dove e quante volte vuoi, modificarlo e persino redistribuirlo con le tue modifiche.

Inoltre con il passaggio da Debian 10 Buster a Debian 11 Bullseye, in agosto 2021, e poi in ottobre con la 11.1, le cose sono cambiate davvero tanto. Se non sei particolarmente sfortunato con il tuo hardware, compresi alcuni aspetti dell’ecosistema Debian, puoi trovarti benissimo da subito. Se hai già installato e configurato una distribuzione GNU/Linux, non avrai problemi ad affrontare qualche accorgimento in più in fase di configurazione.
Poi potrai dimenticare manutenzione o intoppi, avrai una immensa scelta tra tanti programmi aggiornatissimi da installare con un clic, e potrai cominciare a scoprire Linux in una nuova dimensione. Partiamo!

Introduzione

Debian, fin dalla nascita di Linux a metà anni ’90, si ispira fedelmente ai principi della Free Software Foundation di Richard Stallman e mette insieme il kernel Linux e tanti programmi originali del progetto GNU.

Ho già trattato questi aspetti nell’articolo Breve storia di Linux e in quello su Come orientarsi tra le distribuzioni Linux. Di questi ultimi argomenti e molto più parlo anche nel mio primo ebook, Un pinguino sulla scrivania, pubblicato pochi giorni fa e che proprio in queste ore comincia ad apparire in alcune delle piattaforme in cui è distribuito.

Il punto di partenza per informarsi su Debian dovrebbe essere la lettura delle sostanziose Debian FAQ e le note di rilascio di Debian 11.1, entrambe in italiano. Le oltre 100 pagine di questi due PDF sono un esempio della ricchezza e della chiarezza di documentazione disponibile. Verifica anche l’ottimo manuale di installazione ufficiale. Io riassumo brevemente, poi vedrai se approfondire. Ti do anche il mio parere su come penso sia meglio procedere se non sei esperto di Linux. Poi vediamo alcune caratteristiche di Debian 11.1 e accorgimenti per metterlo a punto.

Stable, testing, unstable

Debian GNU/Linux viene definito il sistema operativo universale. Anzitutto perché oltre al computer fisso o portatile supporta una decina di architetture hardware, tra cui, preziosa rarità di questi tempi, quelle a 32-bit, tipiche dell’era geologica dei computer con Windows XP.

Quando ti avvicini a Debian, devi avere chiare le differenze tra i rilasci definiti rispettivamente Stable, Testing e Unstable. Ecco come Debian descrive le tre versioni:

Stable è solida come una roccia. Non diventa difettosa e ha il pieno supporto di sicurezza. Ma potrebbe non avere il supporto per l’hardware più recente.
Testing ha software più aggiornato di Stable e diventa difettosa meno di frequente di Unstable, ma quando lo fa potrebbe volerci parecchio tempo prima che le cose vengano aggiustate. A volte possono volerci giorni e a volte mesi. Inoltre non ha un supporto di sicurezza permanente.
Unstable ha il software più recente e cambia molto. Di conseguenza può danneggiarsi in qualunque momento. Tuttavia, le cose vengono risolte spesso in un paio di giorni ed ha sempre le ultime versioni dei pacchetti software per Debian.

Ma è il concetto di stabilità che deve essere chiarito. Quando una versione di Debian sia etichettata come Stable, non significa solo che è considerata stabile, ma che viene forzatamente stabilizzata. I relativi pacchetti software sono cioè come congelati, non sono più introdotte nuove funzioni ma solo correzioni di problemi di stabilità e sicurezza identificati successivamente al rilascio.

La distribuzione Testing raccoglie pacchetti che hanno già superato tanti test e correzioni e, in tempi brevi, sono destinati a confluire nella versione Stable. La versione Testing riceve più aggiornamenti della Stable ma inferiori alla Unstable.
La Unstable, detta anche sid, è la versione attualmente in fase di sviluppo e viene aggiornata continuamente.

In realtà le politiche di controllo di Debian, sono tanto meticolose, che molti utenti ricorrono, almeno per il proprio desktop PC, alla Unstable o addirittura alla Testing senza necessariamente incontrare problemi. Con il vantaggio di poter usufruire di pacchetti e applicativi più recenti e ricchi di funzioni. Considera infatti che la Stable è usata anche da grandi aziende in datacenter e soluzioni che richiedono di essere attive ininterrottamente senza che sia tollerato il minimo intoppo, problema di sicurezza o necessità di riavvio.

La Stable contiene però versioni datate di molti pacchetti e le versioni adottate per gli ambienti desktop disponibili ne sono lo specchio. Ma sono molto ben testate ed è meno probabile che vi siano riscontrati bug. Debian consiglia di usare la Stable su server e in tutte le occasioni in cui sicurezza e stabilità rivestano un ruolo fondamentale.

Circa le possibilità di difetti cui il team Debian fa riferimento per le versioni non Stable, si tratta, semplificando molto, di particolari situazioni in cui un pacchetto software necessiti di aggiornamenti ma anche nei successivi candidati alla pubblicazione vengano riscontrati bug. In queste fasi, finché i problemi non siano risolti, potresti ritrovarti una distribuzione “rotta”, come si dice, cioè non completamente integra nelle funzionalità previste.

Il mio consiglio è di provare Debian 11.1 partendo da una versione Stable e considerare una delle altre solo se incontri problemi.

Free o non-free

Ciò che devi sapere dopo le differenze tra Stable, Testing e Unstable sono le conseguenze del legame della comunità Debian con i principi ispiratori del progetto GNU di Richard Stallman. Libero significa che ufficialmente il sistema operativo include solo software con codice aperto, ispezionabile e non di proprietà di privati. E deve essere modificabile e redistribuibile alle stesse condizioni con cui lo hai ottenuto tu.

In pratica ciò significa che non troverai negli archivi software della versione Free, quella ufficiale, driver proprietari per far funzionare certe schede di rete WiFi, schede video e altre periferiche. Che potrebbero quindi non funzionare e complicarti il cammino. Anche alcuni c.d. codec per riprodurre diversi formati di file multimediali, gratuiti ma non liberi, non sono presenti negli archivi della versione Free. Potrebbe quindi non essere la scelta giusta per un principiante mosso da motivazioni più pratiche.

Ma non tutti sanno che esistono anche versioni di Debian, non ufficiali per motivi di fedeltà ai principi ispiratori, che integrano nativamente anche software o parti di software non aperti e non liberi. Come Ubuntu ed altre. Sono le versioni chiamate non-free. È una di queste che io consiglio ad un principiante di Linux.

I differenti file di immagine scaricabili e i sistemi di installazione

Se clicchi frettolosamente sul pulsantone per scaricare Debian dalla homepage, si avvia automaticamente lo scaricamento di una c.d. immagine ISO della versione Stable, Free e con installazione via internet. Ma, come dicevo prima, non credo che questo sia l’approccio più semplice. E neppure l’approccio della installazione via internet lo è.

Entra piuttosto in https://cdimage.debian.org/cdimage/unofficial/non-free/cd-including-firmware/ e troverai una cartella contraddistinta dalla dicitura Live, con l’ultima versione Stable rilasciata.

Un sistema operativo che consente sessioni Live, come Ubuntu o Linux Mint, ha un utilità enorme perché consente una prova “dal vivo” del sistema operativo completo anche senza installarlo su hard-disk. Oltre a capire come si presenta e funziona il sistema operativo, puoi scoprire in anticipo se tutte le componenti hardware funzionano correttamente. Ho già pubblicato un articolo su come Verificare la compatibilità con Linux di un PC prima di installare, proprio con una sessione Live.

Le immagini Live non-free inoltre, sono già dotate di un ambiente desktop, di driver e software di terze parti e tanti programmi utili per essere subito operativo. Si colma così un grande divario con altre distribuzioni considerate più semplici.

Anche perché l’utilità di installazione delle versioni Live è ben più semplice ed intuitiva di quella dell’installazione via internet.

Nella maggior parte dei casi, la cartella in cui devi entrare, sarà quello contrassegnata per architetture AMD64 cioè a 64-bit e poi in ISO-hybrid. L’unico dubbio che resta prima di scaricare il file giusto tra i tanti, è quello di quale tipo di ambiente desktop predefinito desideri.

La scelta più naturale sarebbe la versione GNOME, parte del progetto GNU/Linux originario. GNOME è un ambiente favoloso ma come per Ubuntu che pure lo adotta, non è una delle c.d. metafore desktop più vicine ad altri sistemi commerciali. E se questo da un lato può essere un grande pregio, dall’altro potrebbe risultare meno intuitivo nell’utilizzo.

Entriamo su questioni di preferenze ed esigenze personali e se già usi Linux forse avrai trovato un tuo ambiente desktop preferito. Io potrei suggerirti di valutare le versioni KDE, Cinnamon e MATE per un impatto medio sull’hardware e un ambiente più simile a quello di Windows. La versione con desktop Xfce è molto leggera e può far sentire a proprio agio anche utenti provenienti da MacOS.

Io ne ho provate diverse ma da utente di Linux Mint e del suo ambiente Cinnamon, è questa che prediligo, perché mi fa sentire a casa!

Come preparare un supporto Live per la prova e installazione di Debian 11

Come molti altri utenti di Linux, mi basta aprire il file manager di Linux Mint e cliccare con il pulsante destro su un file ISO, per trovare l’opzione Crea penna USB avviabile ed avere pronto, in due minuti, un supporto per avviare e installare distribuzioni GNU/Linux differenti su computer di ogni tipo ed età.

Se invece adoperi Windows ti consiglio utilità come Etcher o Rufus per preparare adeguatamente la chiavetta USB. Non mi dilungo ma puoi anche vedere Preparare l’installazione di Linux Mint insieme a Windows se vuoi indicazioni supplementari su questi aspetti.

avvio di Etcher

Alcune novità di Debian 11 Bullseye

La più grande novità di Debian 11 rispetto alla versione 10 è l’adozione di un nuovo kernel con supporto al lungo termine: quello 5.10 LTS. Il cuore del nuovo motore di Linux di Debian sarà supportato ed aggiornato per 5 anni dal suo rilascio. Ed ovviamente la compatibilità hardware è enormemente allargata.

Ci 59000 pacchetti software disponibili per Debian 11.1 e oltre 11000 sono stati aggiornati. Trovi LibreOffice 7, Firefox 78 nella versione ESR, cioè con supporto esteso, Gimp 2.10.22 e tanti altri che puoi scoprire nelle note di rilascio e in altre recensioni, quindi non mi ripeto.

Installazione e accorgimenti

Quando avvii un supporto Live con Debian, puoi usarlo per fare qualunque cosa o solo provarlo e infine procedere all’installazione che potresti trovare molto simile a quelle di altre distribuzioni “facili”. Niente male vero?

Le sorgenti software: sources.list

A fine installazione, dopo il primo avvio da hard-disk, la prima verifica da farsi è quella di aprire Software e Aggiornamenti per verificare i collegamenti della tua installazione con gli archivi software, i repository, e assicurare che siano attivi i segni di spunta sulle liste non-free e contrib, per essere sicuro di integrare anche software o parti di software con componenti non liberi.

sources.list - fonti software Debian 11

Se incontri problemi durante l’aggiornamento degli indici software come è successo a me, apri il file manager, partendo dalla radice del File system, poi in etc, poi su apt (/etc/apt/). Apri il file manager su tale percorso con privilegi di root ed apri il file sources.list.

Fai riferimento alla pagina https://wiki.debian.org/it/SourcesList e identifica gli esempi di fonti software da impostare per collegare la tua installazione anche ai software non liberi. Alla data di pubblicazione trovo i seguenti:

deb http://deb.debian.org/debian bullseye main contrib non-free
deb-src http://deb.debian.org/debian bullseye main contrib non-free

deb http://deb.debian.org/debian-security/ bullseye-security main contrib non-free
deb-src http://deb.debian.org/debian-security/ bullseye-security main contrib non-free

deb http://deb.debian.org/debian bullseye-updates main contrib non-free
deb-src http://deb.debian.org/debian bullseye-updates main contrib non-free

Copia e incolla nel file sources.list tutte le righe. Salva e sei a posto. Successivamente puoi impostare azioni automatiche per il controllo, scaricamento e applicazione di aggiornamenti.

Software e aggiornamenti

Partendo poi dall’applicazione Software scoprirai il programma grafico per la consultazione e installazione con un clic dei programmi previsti per la tua versione. Qui potrai applicare immediatamente gli aggiornamenti rilasciati successivamente alla pubblicazione del file .ISO.

Il centro software grafico di Debian 11.1

Attivazione del firewall

Un’altra operazione che svolgo immediatamente è quella di installare GUFW, che trovi nel centro software, per dotare l’installazione di un programma grafico per la gestione del firewall.

attivazione del firewall di Linux Mint

Una volta installato, aprilo, leggi le indicazioni e attiva il firewall con l’interruttore. Lascia le altre opzioni come sono o imposta un profilo Lavoro o Pubblico in luogo di quello Casa, a seconda degli scenari in cui ti connetterai ad internet.

Integrazione di flatpak in Debian 11.1

Ho accennato al fatto che Debian integra nei propri archivi della versione Stable, programmi spesso in versioni più datate rispetto a quelle disponibili per altre distribuzioni GNU/Linux.

Ma tale limite è facilmente superabile, integrando tra le fonti software anche quelle degli archivi di FlatHub.

Homepage di flatpak.org

Se non sai cos’è un flatpak, si tratta di una modalità di distribuzione di software che consente di ricorrere alle più aggiornate versioni di programmi senza creare conflitti con il sistema o con quella eventualmente disponibile negli archivi ufficiali. Il file è molto più pesante ma la ragione è che esso integra anche componenti secondari dell’installazione, in una versione certamente funzionante con il flatpak.

Per integrare Flatpak fai riferimento alla pagina ufficiale con le indicazioni per Debian. O, se hai fretta, apri una finestra di terminale e digita

sudo apt install flatpak

Se hai scelto la versione GNOME, Cinnamon o MATE di Debian, ti consiglio di aggiungere poi da terminale, i plugin per una migliore integrazione di Flatpak. Usa il comando

sudo apt install gnome-software-plugin-flatpak

L’ultimo comando serve ad integrare le versioni flatpak dei programmi disponibili nel centro software. Incollalo nel terminale.

flatpak remote-add –if-not-exists flathub https://flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo

Ogni volta che nel centro software troverai un programma presente sia negli archivi di Debian che in quelli di FlathHub, ti verrà mostrata la scelta su quale di essi installare.

Con flatpak integrato in Debian 11.1, si colma così anche un grande divario con altre distro, quanto a disponibilità di software.

Installare driver proprietari per schede grafiche NVIDIA in Debian 11.1

Se il tuo computer prevede una scheda grafica NVIDIA il driver va installato separatamente. Ma bastano pochi passaggi e sono anche semplici. Poi potrai sfruttare l’accelerazione hardware con Debian 11.1. Il primo passaggio è quello di scaricare informazioni informazioni legate al kernel per la configurazione del driver. Nel caso più comune delle architetture a 64-bit, ti basterà digitare in un terminale il comando

sudo apt install linux-headers-amd64

Adesso dobbiamo installare una utilità che rileva il modello della tua scheda grafica e identifica il driver appropriato. Digita

sudo apt install nvidia-detect

A fine installazione, nel terminale, avvia l’utilità semplicemente digitando

nvidia-detect

Il risultato della verifica viene mostrato. Il driver previsto non sempre è aggiornato quanto il più recente fornito da NVIDIA. Ma mi preoccuperei solo se incontri problemi dopo averlo installato perché la questione è un po’ più complessa. Fai eventualmente riferimento a https://wiki.debian.org/it/NvidiaGraphicsDrivers.
Installa quindi il driver previsto con il comando

sudo apt install nvidia-driver linux-image-amd64

Durante l’installazione riceverai probabilmente un avviso che ti spiega che il nuovo driver va in conflitto con quello open-source ma che basta riavviare il PC quando terminato. Premi quindi Invio per confermare l’OK.

Installare scheda grafica NVIDIA in Debian 11

Dopo il riavvio, troverai nel menu applicazioni anche l’utilità grafica nvidia-settings che ti consente di monitorare e impostare profili software per gestire al meglio la scheda NVIDIA.


Conclusioni

Questo mio doveroso riconoscimento a Debian e alla sua comunità, fatto in parte di chiacchiere teoriche e in parte di tutorial pratico, avrebbe lo scopo di avvicinare ulteriormente principianti di Linux ad una distribuzione che potrebbero non prendere in considerazione o scoraggiarli da subito.

Con l’immagine ISO suggerita automaticamente da Debian per il download, io stesso, con un portatile che da 5 anni a questa parte non ha avuto alcun problema hardware con alcuna distribuzione Linux, ho dovuto collegare un mouse perché il touchpad non funzionava e neppure la scheda di rete WiFi era funzionante. Questi aspetti non fanno bene alla diffusione di Debian nei computer dei meno smaliziati ma spero di aver fornito elementi utili per colmare il divario e invogliarti a prenderla in considerazione.

Ho sorvolato sulle buone ragioni per passare a GNU/Linux proprio con Debian perché le trovi ovunque e non solo nelle FAQ ed ho necessariamente limitato quanto possibile la lunghezza di questo tutorial trascurando tanti aspetti e trattandone altri con un’inevitabile margine di superficialità.

Gli argomenti sarebbero infiniti e se non sei pigro puoi approfondirli in autonomia perché, forse ancora un po’ caotico, ma il sito web ufficiale ed il wiki sono miniere di informazioni utili e chiare, tutte in italiano.

Ciò non toglie che Debian sia tra le distro più amate dai suoi utenti, leali da non credere. Serve un minimo di esperienza e anche il desiderio di farne ma anche principianti che non incontrino problemi hardware, risolte questioni iniziali, si dichiarano soddisfattissimi.

La nuova versione di Debian è un passo avanti eccezionale rispetto alla precedente proprio su questi aspetti. E non vedo l’ora di scoprire come questa nuova versione sarà utilizzata come base da altre distribuzioni.

Se, a differenza di me, sei davvero esperto di Linux, i tuoi commenti saranno utilissimi a me e alle informazioni che potrò migliorare.

Diffondi la conoscenza!

11 commenti su “Debian 11.1 Bullseye: il sistema operativo universale”

  1. Ciao Dario, il tuo argomento è chiarissimo, non sono proprio un esperto di Linux, però utilizzo Linux Mint Cinnamont come distro preferita. Ma ho una domanda banale a questo punto: visto che anche questa versione presenta l’interfaccia Cinnamont, che ormai è per noi familiare, , ed in virtù delle caratteristiche che hai elencato, conviene migrare a questa nuova versione di Debian 11.1 bullseye?
    Saluti e buone feste in anticipo

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    • Ciao Giuseppe, mi fa piacere una conferma circa il fatto di essere riuscito a spiegarmi.
      Sulla convenienza di uno spostamento, non credo esistano risposte oggettive, ma in relazione ad eventuale insoddisfazione con Linux Mint, esigenze che Debian può soddisfare e Linux Mint invece no, oppure semplici gusti personali.
      Debian e Linux Mint Cinnamon distano due gradi di parentela tra loro perché in mezzo c’è Ubuntu. La base Ubuntu di Mint Cinnamon consente di aggiungere aspetti che mancano a Debian e mi viene in mente l’esempio di programmi che si installano tramite PPA, cioè aggiungendo lo specifico archivio di pacchetti del progetto. Questa è una caratteristica non presente in Debian e che puoi sfruttare solo con i sistemi che derivano da Ubuntu, ma è solo un esempio.
      Debian secondo me può meritare il passaggio quando si sia decisi a scoprire i meccanismi di un sistema Linux più alla fonte, e senza le semplificazioni introdotte da Ubuntu e per cascata da Mint. Chiunque prenda da altri, aggiunge o toglie qualcosa e si dovrebbero valutare specifiche esigenze.
      Peraltro credo che la cosa più importante se ti abitui a Linux, è che se impari ad usare specifici programmi, poi non dipendi più neppure da una distribuzione specifica e le differenze stanno solo nelle versioni che puoi installare.
      Se non hai esigenze particolari e ti va bene che tutto funzioni così com’è con Mint, senza ulteriori sforzi di comprensione, resta pure con Mint.
      Ovviamente le prossime versioni di Ubuntu e di conseguenza Linux Mint o anche la versione LMDE di Mint, che si basa direttamente su Debian senza sfruttare le caratteristiche base di Ubuntu, saranno molto interessate dal ricorso a Debian 11 invece che 10.
      Allora ne riparleremo sicuramente.
      Ricambio volentieri il tuo saluto e gli auguri di buone festività.
      Ciao

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  2. Ciao Dario! Sempre molto belle e, soprattutto, chiare le tue guide! Quanto a Debian, da utilizzatore GNU/Linux da 4 anni e mezzo circa, trovo essere una distro molto solida e nemmeno così difficile da apprendere, come pensavo all’inizio quando la provai per la primissima volta e, quindi, sono contento che ne abbia parlato con questa guida davvero molto ben curata!
    Un caro saluto e tanti auguri di Buone Feste!

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    • Ciao, che piacere sentirlo! Lo credo che non hai avuto difficoltà neppure prima di bullseye. Verificherò la lista di pacchetti della sid per vederla in versione “rolling”! Ricambio il tuo gradito il saluto e l’augurio per queste festività.

      Rispondi
      • Dammi pure del tu, non c’è problema! Comunque, grazie per la gentilissima risposta al mio commento, davvero! Un caro saluto e ancora tanti auguri di Buone Feste.

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  3. Ciao,
    sul mio portatile Lenovo sono installate due schede video, una Intel e una Nvidia.
    Pur usando le righe di comando che hai consigliato qui sopra non riesco ad installare i driver per la scheda video Nvidia.
    Gentilmente hai qualche suggerimento per risolvere?
    Un saluto e grazie

    Stefano

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    • Ciao, anche nei miei computer la situazione è la solita ma non ho avuto problemi. Se non puoi disattivare quella Intel (o non vuoi) da BIOS, credo si debba trovare un sistema per farlo dal sistema operativo ma non saprei. Vedo però che “debian doppia scheda video” o “due schede video” fornisce risultati pertinenti.

      Rispondi
      • Ok, ti ringrazio molto per la rapida e gentile risposta. Andrò ad approfondire la cosa come da te indicato.
        Grazie ancora e buon lavoro!
        Stefano

        Rispondi
  4. Ciao Dario.

    La tua guida è ottima e coglie gli elementi chiave necessari per rendere semplice i primi contatti con Debian per i meno esperti.

    Debian è stata la mia distro preferita per un lungo periodo e mi ha accompagnato nella fase distro hopping durante il quale era in dual boot con la distro del momento; è stata anche la distro su cui ho ricevuto formazione nei corsi che ho frequentato presso il mio LUG.

    Ancora, Debian è la distribuzione che sceglierei se il progetto openSUSE naufragasse e di tanto in tanto la installo per vedere come si evolve, se ho hardware particolarmente datato da gestire.

    Ritengo che Debian sia un’ottima scelta per tutti gli utenti anche se concordo con te che possa richiedere un po’ di impegno ai neofiti.

    Personalmente per uso dektop mi sono trovato molto bene con la versione testing, che con i dovuti accorgimenti per evitare le instabilità che seguono il periodo di congelamento pre rilascio di una nuova stable, ho trovato molto affidabile e dotata di software aggiornato.

    Sid/unstable, sebbene molto più stabile di quanto il nome suggerisca, richiede un po’ di malizia ed è quindi consigliabile solo ad utenti un po’ più smaliziati.

    Mi permetto di suggerirti qualche spunto che derivo dalla mia esperienza con Debian.

    Il primo, dato che introduci sources.list nella tua presentazione, è il repository ufficiale backports, che mette a disposizione software fresco, kernel incluso: i pacchetti disponibile qui sono certamente più performanti e meno ingombranti dei corrispondenti flatpak, che secondo me sono un’ottima scelta solo dopo avere verificato la disponibilità di backports, anche se a dire dei più conservatori, minano parzialmente la proverbiale stabilità di Debian stable.

    Il secondo è l’ottimo libro “Il Manuale dell’Amministratore Debian”, gratuito, non ancora aggiornato alla versione 11 di Debian, solitamente infatti passa qualche mese fra il rilascio di una nuova versione di Debian stable e l’aggiornamento di questo testo, tuttavia secondo me molto prezioso: https://debian-handbook.info/browse/it-IT/stable/.

    Infine, certamente marginale ma interessante in alcuni casi specifici, Debian si presta alla gestione off grid: se si utilizza la serie delle immagini dvd è possibile avere un sistema completo con larghissima disponibilità di software, da aggiornare di tanto in tanto quando si ha a disposizione una connessione con lo strumento jigdo, che consente l’aggiornamento differenziale delle immagini già in proprio possesso.

    Buone feste!

    Gabriele

    Rispondi
    • Ciao Gabriele, pensavo anche a te sollecitando interventi “esperti”. E ormai ci contavo. Ti ringrazio per le indicazioni sul file sources e, da ignorante pensavo che la unstable fosse più semplice da avvicinare.
      Circa il manuale dell’amministratore, non lo conoscevo! Lo integro subito tra i documenti consultabili. L’impostazione che ho dato vuol proprio suggerire: sei pronto a scoprire meglio Linux? Ti ringrazio ancora tanto e quando, ampliando ancora l’orizzonte, affronterò OpenSUSE, so a chi chiederò ulteriori informazioni. Ciao

      Rispondi

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