I piani di Microsoft per Linux e l’open-source

I piani di Microsoft per Linux e l'open-source sono oggetto di interesse sempre più crescente visto il coinvolgimento su molti fronti. È recente il rilascio di un sistema operativo associato alla parola Linux. Ma è solo l'ultimo passo di un percorso che inizia 10 anni prima. C'è da preoccuparsi per il futuro del software libero e open-source?

Azure Linux

piani Microsoft Linux (guarda su YouTube)
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I primi di marzo del 2024, alcune testate giornalistiche internazionali come la autorevole Phoronix, ma anche nostrane, hanno rilanciato una notizia.

Il sistema operativo open-source CBL-Mariner sviluppato internamente a Microsoft è ufficialmente rinominato Azure Linux.

Ma non è stata davvero la prima volta che fonti ufficiali Microsoft si sono riferite a questo sistema di contenitori di servizi per il cloud computing con la parola Linux.

È infatti datato 23 maggio 2023 l'annuncio nel blog ufficiale Microsoft a comparire la prima definizione di Azure Linux.

Da Steve Ballmer a Satya Nadella

Ma si tratta di una puntualizzazione irrilevante perché i primi passi di apertura del colosso USA nei confronti di Linux e dell'open-source vanno ricercati anni prima. Ed in particolare nel mutamento radicale di approccio dell'azienda, apportato dal nuovo ed attuale amministratore delegato Satya Nadella che nel 2014 ha sostituito l'uscente Steve Ballmer.

Steve Ballmer è noto per la buonuscita di 112 miliardi di $ ricevuta da Microsoft e per alcune pubbliche uscite piuttosto stravaganti. In un'intervista al Chicago Sun Times nel giugno 2001, definì Linux come un cancro "che si attacca nel senso della proprietà intellettuale a qualunque cosa tocchi". Non si sa se Ballmer fosse convinto di ciò che sosteneva o se intendesse solo convincere l'intervistatore del fatto che basti prendere qualunque parte di codice distribuito con licenza GNU GPL, per essere costretti a redistribuirlo alle stesse condizioni, ma non è così.

Di certo furono la contemporanea impennata nell'adozione di server basati su soluzioni Red Hat e l'annuncio di IBM di voler puntare su Linux per tutte le soluzioni server e business a scatenare la reazione inopportuna di Ballmer.

O forse, per farsi un'idea dell'approccio iniziale di Microsoft nei confronti di Linux, si potrebbe addirittura partire dal 1976.

La lettera aperta gli Hobbyisti

L'allora socio accomandatario, in una lettera aperta ad una rivista di hobbyisti di informatica, criticava la diffusione piratesca dei programmi perché, a suo dire, ciò comportava lo sviluppo di software approssimativo e scadente.

"Tutti voi usate Basic ma nessuno compra licenze, e questo non è che un furto. Eppure l’hardware non può essere rubato. A chi importa se non viene pagato chi lo ha realizzato?
Chi può permettersi di svolgere gratuitamente un lavoro tanto qualificato o impiegare anni a realizzare un programma, ricercare e risolvere bug, fornire documentazione per poi distribuirlo gratuitamente?" Firmato Bill Gates.

Ebbene ad oggi le cose sono drasticamente ribaltate se Microsoft rilascia un software che contiene la parola Linux. Soprattutto perché i primi segnali di cambiamento si sono avuti già nel 2014, un paio di mesi dopo che Ballmer fosse gentilmente invitato a lasciare il posto di CEO a Satya Nadella.

Mark Hill, architetto hardware coinvolto da Microsoft per lo sviluppo del cloud Azure, lasciava intendere, in un'intervista alla storica testata tecnologica CNET, che la guerra di Microsoft contro l'open-source fosse morta e sepolta.

Lettera agli hobbisti Bill Gates 1976
Lettera agli hobbyisti Bill Gates 1976

Il sottosistema Windows per Linux

Ma il primo passo in questa direzione non è il supporto per Linux introdotto con WSL a partire da un consistente aggiornamento di Windows 10. Il sottosistema Windows per Linux permette l'installazione di alcune versioni di Linux, gestibili poi tramite riga di comando, all'interno del sistema Microsoft.

Alcuni credono e altri speravano, e mi chiedo perché non ne siano piuttosto rasserenati, che il pinguino che appare dopo l'installazione di WSL in Esplora Risorse, permettesse di accedere alle partizioni Linux in un c.d. dual boot, cioè con i due sistemi operativi affiancati nel medesimo computer. Ma per fortuna (o purtroppo?), chi lo ha provato sa che non è così. E che solo le partizioni di sistemi Linux integrati con WSL sono accessibili dalla nuova icona.

Il pinguino in Esplora Risorse dopo l'attivazione di WSL 2.0
Il pinguino in Esplora Risorse dopo l'attivazione di WSL 2.0

Ma WSL, appunto non è il primo passo di apertura di Microsoft verso il modello open-source e verso Linux.

Microsoft Visual Studio Code

Cronologicamente è stato il 2015 l'anno in cui Microsoft ha cominciato a distribuire, sotto licenza open-source, il suo nuovo strumento di programmazione per la creazione di siti Web e altri linguaggi, Visual Studio Code.

Visual Studio Code riprende il nome da Visual Studio, il punto cardine del successo per la diffusione di Windows. Uno strumento di sviluppo software che ha consentito ai programmatori di sfruttare a fondo le caratteristiche di Windows e dei suoi c.d. framework, contribuendo alla proliferazione di programmi disponibili per ambienti Microsoft.

schermata di Microsoft Visual Studio Code in Linux
Schermata di Microsoft Visual Studio Code in Linux

A molti, il lancio di Visual Studio Code, è sembrato un tentativo di scalzare il primato dell'ottimo editor Atom, sviluppato e distribuito, a partire dal 2014, dal team di GitHub, il cui sito ospita il più grande archivio di progetti collaborativi di software al mondo.

Visual Studio Code si scarica in ogni formato possibile per Linux, anche in flatpak e snap oltre che per Windows. Ma sono in effetti disponibili anche i codici sorgenti di VS Code, proprio su GitHub. Le condizioni di licenza parlano di telemetrie attive che inviano a Microsoft dati sull'utilizzo ma spiegano come disattivarle. E in ogni caso viene fornita dalla comunità Linux, una versione ripulita di tutte le personalizzazioni e brevetti Microsoft, nota con il nome di VS Codium.

Microsoft nella Fondazione Linux

Ma andiamo all'anno successivo. Grazie a commenti a margine di miei articoli blog o video YouTube, scopro che in pochi sono a conoscenza del fatto che, già dal novembre 2016, la Fondazione Linux, l'organizzazione no-profit creata a sostegno dello sviluppo del kernel di Linus Torvalds, annunciava l'ingresso di Microsoft nella fondazione come Platinum Member.

Tradotto, significa, pare, almeno 500.000 $ all'anno che Microsoft riversa nelle casse della fondazione. Ma non solo, certo. Comunicati ufficiali della Fondazione ammettevano il ruolo fondamentale che Microsoft avrebbe potuto rivestire con le sue competenze in fatto di cloud computing e mobilità. Senza poi dimenticare che altri membri platino nel consiglio della fondazione Linux sono Hewlett-Packard, Huawei, Intel, IBM, Oracle e Samsung solo per citarne alcuni.

L'impegno di Microsoft nell'open-source

E infatti Microsoft si è subito impegnata su tanti fronti di sostegno e concreta collaborazione in progetti e soluzioni open-source. Non solo nella Fondazione Linux. Nel 2019 si unisce come "Premier Member" alla Academy Software Foundation. Definita dalla Fondazione Linux come iniziativa collaborativa per l'avanzamento dello sviluppo di software open-source nelle industrie cinematografiche e legati ai media. Risale a fine aprile 2022 la notizia dell'ingresso di Microsoft nella Open 3D Foundation. Si legge "Microsoft si unisce a più di 25 organizzazioni rivolte alla democratizzazione del software per lo sviluppo in 3D di giochi e simulazioni.

Microsoft ha certo lo scopo di rendere più compatibili i propri servizi e soluzioni con quelli legate al mondo Unix. Ma contribuisce materialmente e non solo con denaro. Chi avrebbe mai pensato, anni fa di vedere una pagina web come questa!

Red Hat, capofila delle aziende che si sono buttate nell'open-source fin dagli albori di Linux, partner Microsoft per lo sviluppo di soluzioni cloud ibride Linux/Windows. Ottima cosa davvero, e io direi un vero trionfo per il mondo Linux.

Parrebbe quindi che il drastico mutamento di rotta di Microsoft per il modello open, nasca dalla consapevolezza dell'impossibilità di competervi in modo concorrenziale. Per la serie "se non puoi batterli, unisciti a loro".

Certo, il dubbio, che a fronte di questa generosità verso la fondazione Linux, certi colossi tecnologici, oltre a contribuire concretamente allo sviluppo di nuove soluzioni open-source, possano in qualche modo influenzare il percorso di sviluppo di Linux in base a propri interessi, può venire.

Microsoft acquista GitHub per 7,5 miliardi di dollari

Anche perché una notizia clamorosa arriva nel 2018, quando Microsoft acquista per 7,5 miliardi di $, proprio GitHub. Accaparrandosi quindi il controllo di un servizio che ha superato i 100 milioni di utenti in tutto il mondo.

Il fiuto per gli affari della Big Tech di Redmond è indiscutibile, dal momento che GitHub fattura circa 1 miliardo di $ l'anno e che al 2022 ospitava, secondo le statistiche di Kinsta, oltre 400 milioni di progetti in 500 linguaggi differenti.

Ed è addirittura dal 2021 che il team GitHub, in collaborazione con OpenAI ha lanciato il servizio GitHub Copilot integrabile direttamente nell'editor Visual Studio Code. GitHub Copilot è un servizio assistito da intelligenza artificiale generativa, a cui si chiede il risultato che si vuole ottenere, per vederle scrivere il relativo codice in tempo reale.

La pagina web di GitHub Copilot
La pagina web di GitHub Copilot

Della crescita inesorabile dell'adozione di VS Code, ha fatto le spese l'editor Atom, di cui il team di GitHub/Microsoft ha annunciato l'abbandono nel 2022 per concentrarsi proprio su VS Code. Costringendo anche il sottoscritto a dirgli addio dopo anni di soddisfattissimo utilizzo.

Visual Studio Code e la versione ripulita VS Codium che ho adottato, hanno decisamente una marcia in più rispetto ad Atom. Per ironia della sorte, Microsoft ha sviluppato il suo editor, tramite uno strumento che con Atom era stato realizzato.

Il sito di Microsoft sull'open-source

Ad oggi, il numero di progetti liberi che Microsoft porta avanti in prima persona è di tutto rispetto. Basta visitare il sito opensource.microsoft.com per trovare, oltre allo strumento di sviluppo per il cloud AzureSDK, lo storico framework .NET, la sua PowerShell ed il nuovo Terminale di Windows che combina il tradizionale prompt dei comandi con le nuove funzionalità legate a Linux. Tra cui la recente introduzione del programma Unix sudo, che permette all'utente standard di un sistema di elevarsi ad amministratore per il compimento di attività che lo richiedano.

Il clamore sull'investimento in OpenAI

Ovviamente, anche chi non si interessi minimamente di informatica, non ha potuto ignorare l'impatto mediatico, a gennaio 2023, dell'investimento di 10 miliardi di dollari in OpenAI e la sua creatura ChatGPT, da parte di Microsoft. Non il primo investimento, ma il primo miliardo di dollari del 2019 è passato quasi inosservato.

Partnership Microsoft OpenAI
Partnership Microsoft OpenAI

Un servizio, quello di ChatGPT, che non ha precedenti se in due mesi dal lancio, ha raggiunto una quota di 100 milioni di utenti attivi secondo Reuters. Numeri che TikTok ha raggiunto dopo 9 mesi e Instagram dopo due anni e mezzo.

Non è questo il luogo per approfondire questioni che sarebbero fuori tema nel mio canale e blog legati specificamente a Linux. Ma non lo sarebbero in quelli di cui sto valutando la fattibilità.

E anche se il nome OpenAI facesse pensare a codici sorgenti aperti, di aperto c'era poco anche prima degli investimenti di Microsoft. Che poi ha creato utenti di serie A e serie B lasciando priva di canone solo la versione del suo bot, tutt'altro che intelligente, che è stata addestrata fino a settembre 2021 con 6 miliardi di informazioni, rispetto alla versione 4 cui sono state sottoposte 100 trilioni di informazioni e che ha accesso illimitato ad internet.

IA generativa + robotica

E il logo di OpenAI fa anche mostra di sé nel video divenuto virale dell startup Figure che, dopo una raccolta di 600 milioni di dollari di fondi cui ha ovviamente partecipato anche Microsoft, ha mostrato un prototipo di robot pilotato da IA che lascia intravedere la prossima generazione di elettrodomestici che Isaac Asimov aveva previsto nel 1950.

Il robot Figure 1 pilotato dal modello di OpenAI
Il robot Figure 1 pilotato dal modello di OpenAI

Il mio ed il tuo parere

Per fare il punto su quanto detto, io non vedo il coinvolgimento di Microsoft come una sconfitta del suo modello chiuso e protettivo. Nemmeno come tentativo di divorare Linux. Perché anche se a Redmond hanno tanta fame, non penso che la bocca sia abbastanza grande.

Di certo si è compreso che da uno scontro ideologico, Microsoft sarebbe uscita con le ossa rotte. Dopo aver perso con Windows NT e IIS contro Linux e Apache e dopo la conversione di IBM, Oracle, Novell come Red Hat che, da servizi legati al software libero ha costruito un impero.

Piuttosto mi destano preoccupazione i modelli come proprio quello di Red Hat o di Canonical di Ubuntu che sembrano chiudersi ed andare incontro a Microsoft verso un ibrido open/closed source che sembra essere il paradigma futuro dei grandi capitali.

Qual'è invece l'idea che tu sei fatto, a patto di aver voglia di farsi un'idea sull'argomento? 🙂 Lascia un commento e parliamone insieme.

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9 commenti su “I piani di Microsoft per Linux e l’open-source”

  1. Ciao Dario, secondo me Microsoft, il cui fondatore e filantropo Bill Gates in passato definiva Linux un “cancro informatico”, visto che Linux si sta espandendo ha deciso già da tempo di mettere radici in Linux. Se già la Germania, che è un paese europeo e occidentale ha deciso di passare a Linux e utilizzare Libreoffice al posto di Microsoft Office qualcosa si sta muovendo. Anche perchè gli scenari di guerra hanno cambiato gli equilibri informatici……..Cina e Russia non gradiscono avere un OS “Americano” e vorrebbero essere il più possibile indipendenti. E gli scenari informatici su questo aspetto aprono molte porte…..

    https://www.key4biz.it/sovranita-digitale-la-pa-tedesca-comincia-a-lasciare-windows-e-passa-a-linux/485819/

    Per non parlare poi che in molti paesi del terzo mondo o dall’altra parte del globo dove Linux si usa già. Quindi da una parte Microsoft controlla il proprio OS chiuso avendo il monopolio nel mondo con una società quotata in borsa e che porta avanti un discorso futurista sull’AI. Ma dall’altra parte tiene anche un piede in Linux, facendosi sostenitore economico di primo livello, per non lasciarsi sfuggire un’eventuale evoluzione positiva di sviluppo futuro. Ma c’è da meditare per quanto disse Bill Gates quando andò in Australia, in un intervista affermò: “è semplicemente falso che l’open source abbia qualsiasi grande beneficio in termini di affidabilità e sicurezza”, sostenendo che “l’idea che i contributi altruistici della gente portino in qualche modo allo sviluppo di prodotti migliori è falso”. In altre parole il parere di Gates è che Linux sia ampiamente gonfiato e lascerebbero sul lastrico tutti coloro che scommetteranno grosse cifre. Per questo ritengo anche che avere messo in risalto che un dipendente della Microsoft abbia salvato Linux da un potenziale pericolo sia in realtà un pò una montatura. La rete internet è piena di pericoli e molte società vengono attaccate da pirati e virus………e Microsoft si salva in corner perchè suggerisce di fare il backup di tutto perchè sa benissimo che nessun OS è sicuro. Il blasonato Windows 11 è talmente complesso in tutte le sue parti, rispetto a Linux, che ogni settimana deve continuamente rilasciare patch e aggiornamenti….perchè i pirati informatici trovano sempre delle porte di ingresso in qualsiasi sua parte del codice. Provare per credere……Inoltre, a suo tempo, Paul Ferris, noto sostenitore della causa open source, rispose punto per punto alle parole di Gates: “I miti di Windows spesso appaiono solo leggende, non è gratuito e soffoca la concorrenza, Windows 11 costa a utenti e aziende centinaia di dollari che potrebbero essere risparmiati con Linux. Si aggiungano a questo i continui pesanti aggiornamenti, gli incessanti crash di sistema, i mediocri strumenti per l’amministrazione……..Ciao e buona continuazione.

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    • Ciao Giovanni, grazie per gli approfondimenti e le opinioni condivisibili. In realtà un solo stato federale tedesco ha fatto questa scelta ma è un bel primo passo. Cina e Russia da tanto tempo hanno le loro soluzioni per enti governativi: OpenKylin, Unified OS, Astra Linux…

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  2. Ma io la vedo differentemente.
    Non puoi prendere delle affermazioni di 25 anni fa di microsoft oppure di 50 anni di Gates è renderla attuale. Non ha proprio senso.
    La situazione si evolve, e Microsoft, si evoluta con loro. Al tempo linux era un sistema operativo troppo acerbo (1976) e per pochi, e negli anni 2000 stavano diventando una minaccia lato server.
    I server linux sono negli anni diventati una realtà, visto sopratutto il basso costo e una buona stabilità. Quindi Microsoft ha cambiato rotta, investendo anche per “controllare” il mondo linux. Ovvio che se dona delle cifre cosi alte ha un ritorno! Ibm ha acquisito red hat segno che tutte le grandi multinazionali si stanno tuffando verso linux.
    Nel mondo cloud, Azure cosi come GCP ne fanno ampio uso nelle loro WM;
    Vedo nei cloud un ulteriore evoluzione, dove le VM stando andando sempre più a morire in cambio di microservizi.

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    • Ciao, appositamente per Linux? Non ho anticipazioni che lo facciano pensare. Se uno però ha l’abbonamento, sono anni che è disponibile la versione web che quindi è perfettamente fruibile dal Cloud.

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  3. i successori del caro zio Bill hanno capito che non possono andare allo scontro contro Linux perchè perderebbero.
    Lentamente compreranno Linux, allora magari dovremo migrare verso Open Indiana, Free BSD ecc……

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    • È possibile ma MS è un pezzo grosso tra tanti altri pezzi grossi nella Fondazione Linux. Dubito che si possa imporre su tutti. Casomai un cartello… e in effetti anche io, in un commento al video, dicevo che nello scenario peggiore ci restano le BSD.

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